Il futuro dei giovani è ancora nel manifatturiero

Ci sono settori come quello meccanico, della gomma e della chimica che hanno una fame spaventosa di competenze. Galli (Confartigianato): «In Italia mancano almeno 300mila figure tecniche ecco perché è fondamentale orientare i ragazzi»

Avarie

«Oggi i ragazzi dove possono trovare lavoro e in quali settori?». Questa domanda, solo apparentemente semplice, fatta durante la presentazione dellOsservatorio del mercato del lavoro a Gallarate, ha avuto una risposta immediata da parte del presidente di Confartigianato imprese Varese: «Il futuro dei giovani è ancora nel manifatturiero». Una replica secca, quasi istintiva.  «Ci sono settori come quello meccanico, della gomma e della chimica – ha spiegato il presidente degli artigiani – che hanno una fame spaventosa di competenze. In Italia mancano almeno 300mila figure tecniche ecco perché è fondamentale orientare i ragazzi».

Se si vuole assicurare un futuro ai giovani, non si può più andare alla cieca ma bisogna strutturare l’orientamento. «I tempi sembrano maturi perché c’è un cambio di mentalità nelle nuove generazioni – ha continuato Galli – i ragazzi che vengono oggi in azienda sono meno svagati di un tempo e molto più attenti e disponibili ad apprendere».

LE AZIENDE CHIEDONO GIOVANI CON COMPETENZE SPECIFICHE
Alle imprese servono lavoratori che sappiano affrontare il cambiamento imposto dalla digitalizzazione. Il nuovo modello di impresa 4.0 ha determinato un cambio epocale che richiede ai lavoratori una preparazione specifica e una formazione continua al passo con l’evoluzione tecnologica. «A livello provinciale – spiega Giulio Di Martino, responsabile dell’area contrattualistica e bilateralità di Confartigianato imprese Varese – sono già stati programmati almeno dieci corsi post diploma della durata di un anno. Ebbene questi ragazzi ancor prima di finire l’anno del corso vengono opzionati dalle aziende perché c’è una fame pazzesca di figure che sappiano lavorare in un ecosistema digitale».

Esiste anche un’altra formazione che Galli definisce «non convenzionale», che segue percorsi diversi, non omologati. «Si sta creando una formazione non codificata – conclude il presidente di Confartigianato imprese Varese – basata sulla qualità della persona e sull’impegno dell’imprenditore a formarlo. È un percorso di crescita facilitato dal fatto che oggi i ragazzi imparano in fretta e sono più motivati. Le ultime due assunzioni nella mia azienda le ho fatte così, dopo un’alternanza scuola lavoro».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2019
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