Rifr@zioni chiude per l’estate, Arabini: “Spero sia un arrivederci”

Il progetto contro la devianza e il disagio giovanile con le cooperative è giunto al termine e non è certo che possa riprendere l'anno prossimo. Ragazzi e genitori soddisfatti: "Un momento di crescita"

chiusura progetto rifrazioni busto arsizio

Il progetto Rifr@zioni chiude la sua esperienza per l’anno scolastico 2018/2019, festeggiando con i ragazzi e gli educatori che hanno vissuto questa bella realtà, insieme ai ragazzi e ai genitori che hanno dato fiducia al progetto.

“Non lasciateci soli”, il grido di allarme dei giovani al mondo dei grandi

La sinergia tra le cinque cooperative (Elaborando, Naturart, Cta, Alisei e Davide) e i contributi della Fondazione del Varesotto e della Banca di credito cooperativo hanno fatto sì che l’iniziativa fosse intelligente, a contatto con le esigenze dei ragazzi: uno spazio dove essere sé stessi, creare progetti e coltivare relazioni.

Lo conferma l’assessore all’Inclusione sociale del comune di Busto Arsizio Miriam Arabini: «Ringrazio tutte le componenti che hanno lavorato in squadra per il successo di questo progetto, creare un ambiente come questo offre la possibilità ai ragazzi di stare insieme, aiutando loro, che passano il tempo in modo costruttivo, così come le famiglie. Complimenti agli educatori di Elaborando e Naturart per avere saputo interpretare al meglio l’inclusione sociale, ed anche al Circolo Gagarin per aver offerto un contesto perfetto».

Feedback positivissimo da parte degli utenti, in una fascia d’età che va dai 13 ai 18 anni: «Per me -dice Chiara, una ragazza del gruppo dei più “giovani”- è stata un’esperienza inaspettata, grazie alla quale ho conosciuto persone fantastiche, che sono in poco tempo diventate parte della mia vita. Grazie agli educatori perché mi sento un po’ più cresciuta», oppure, per bocca di un’altra adolescente: «Mi ritengo fortunata per aver conosciuto questa iniziativa, perché non avevo idea di come passare il tempo fuori dalla scuola. Andare in giro a fare niente non mi piace, ho avuto la possibilità di mettermi in gioco, affrontando temi nuovi e altri punti di vista». Alla fine hanno anche creato il logo del progetto, una mongolfiera fatta di tanti pezzi (i ragazzi) indirizzata nelle correnti atmosferiche da due zavorre (gli educatori) che indicano la via.

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Il tutto viene sintetizzato in un piccolo video, sempre realizzato dagli utenti, nel quale si viaggia nell’anno appena trascorso, vedendo cambiamenti nel numero di partecipanti e nel loro coinvolgimento: «Ci teniamo tantissimo- afferma Segio Ceriotti di Elaborando- a questa forma di aggregazione intermedia sul territorio, che è riuscita ad attirare una cinquantina di ragazzi che vengono spontaneamente. Questo vuol dire che il progetto funziona, e per Busto Arsizio credo sia una grande cosa, speriamo di consolidarci».

Si perché sul futuro non c’é la certezza che il progetto continui anche il prossimo anno: «Stiamo tentando di ottenere qualche fondo – conclude l’assessore Miriam Arabini- per continuare, il Comune farà senza dubbio la sua parte, anche perché siamo noi che dobbiamo ringraziarvi, ci state aiutando a farvi crescere bene». Detto questo la giostra non si spegne del tutto: a giugno, in programma per gli adolescenti ci sono ancora tre giornate nelle quali i ragazzi cercheranno di organizzare una mostra, sul tema della loro complicatissima fase di vita, che progetti come Rifr@zioni rende sicuramente meno difficile.

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Pubblicato il 30 maggio 2019
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