Il paradosso del Ticino: vietato in Lombardia, frequentatissimo in Piemonte

La decisione del sindaco di Lonate Pozzolo di vietare la balneazione nel Ticino "lonatese" è di qualche giorno fa ma, se si attraversa il ponte che porta ad Oleggio, non c'è questo divieto.

La spiaggia di Oleggio sul fiume Ticino

Stop ai bagni nel Ticino. L’ordinanza è scattata la scorsa settimana su decisione del sindaco di Lonate Pozzolo Nadia Rosa, a causa dell’eccessivo rischio per i bagnanti. Il divieto permanente riguarda, per ora, il tratto corrispondente di Lonate Pozzolo e le acque del Canale Villoresi, del Canale Industriale e del Naviglio Grande. Anche le amministrazioni di Somma Lombardo e Golasecca hanno seguito la linea dura.

Le acque del fiume Ticino e la loro pericolosità vengono spesso sottovalutate da turisti e bagnanti, affascinati dalla loro limpidezza, al punto da non curarsi dell’andamento torrentizio. Le correnti molto forti e i mulinelli sono forse il rischio maggiore, insieme alla freddezza delle acque.

Se, però, si attraversa il ponte di Oleggio e si arriva alla sponda opposta di quelle lonatesi, si può notare come le spiagge siano tutt’altro che deserte o interessate dal divieto di balneazione. Le rive del fiume azzurro sono, infatti, riempite da molti bagnanti nelle giornate estive, che si rinfrescano nelle acque limpide del Ticino.

Si accede alla spiaggia di Oleggio subito dopo aver attraversato il ponte: non si deve pagare né il posteggio né l’entrata. Non ci sono nemmeno i cartelli che vietino la balneazione in un fiume che, comunque, risulta pericoloso per i più incoscienti che sfidano la sua tortuosità.

Sigrid Cocco, del chiosco Ticino antistante la spiaggia, racconta di aver saputo dell’ordinanza di divieto sulle spiagge lonatesi:«A Lonate hanno vietato la balneazione, qui invece no. Mi hanno spiegato che nella parte lombarda il Ticino è piatto e sporco, qui, invece, è più scorrevole» (l’ordinanza, però, parla soprattutto della pericolosità del fiume, più che della pulizia delle acque).
«Ovviamente, se arrivasse anche a noi l’ordinanza, chi viene in spiaggia non potrebbe fare il bagno», spiega la commerciante del chiosco aperto dal 1985. Non mente, però, sulla pericolosità del fiume, anche nella sua parte piemontese:«Da un paio d’anni, per fortuna, non si verificano incidenti o casi di persone morte nel Ticino, ma in passato ogni tanto accadeva. Le acque del fiume sono pericolose e bisogna stare attenti. Qui, poi, non abbiamo il bagnino, perché la spiaggia non è nostra».

Quanto viene frequentata la spiaggia? «In una domenica molto bella arrivano quasi settecento macchine, in settimana i numeri calano ma sono sempre abbastanza alti».

Per ora i bagnanti e turisti sono liberi di refrigerarsi nella sponda piemontese del Ticino, senza dimenticarsi di un po’ di sana cautela.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 31 luglio 2019
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