Stadio-Varesello, il bando comincia a suscitare interesse

Assemblea pubblica a Palazzo Estense per illustrare nel dettaglio il documento redatto dal Comune. Presente l'ambasciata spagnola, assente il Calcio Varese. Galimberti: "Qualcosa inizia a muoversi"

Stadio Franco Ossola Masnago Varese

Qualche prima, timida ma reale, manifestazione di interesse c’è stata, da soggetti esterni alla città. Lo ha detto il sindaco Davide Galimberti, nel corso dell’incontro aperto ai cittadini e dedicato al bando con il quale Palazzo Estense intende concedere la gestione per 18 anni dello stadio “Franco Ossola” e del centro sportivo di “Varesello” in cambio di una serie minima di lavori – circa un milione di euro complessivo – a carico di chi otterrà le chiavi dei due impianti.

L’assemblea tenutasi in “Sala Matrimoni” è servita a elencare con precisione gli interventi previsti dal bando, a sottolineare i cosiddetti “paletti” presenti nel documento a salvaguardia di alcune realtà cittadine (la priorità di fare giocare il Varese a Masnago, la necessità di riservare spazi a sportivi disabili e alle scuole, l’invito a collaborare con l’Università dell’Insubria a Varesello…), a elencare le diverse possibilità di utilizzo (da eventi musicali-spettacolari al sub-affitto per singole partite a società esterne sull’esempio del Milan Femminile visto quest’anno in qualche occasione) e a togliere dubbi e perplessità di ogni genere, visto che accanto al sindaco e agli assessori allo sport De Simone e ai lavori pubblici Civati hanno preso posto – e parola – il segretario e i tecnici comunali (Andreoli e Facchini) coinvolti nella partita.

Curiosità ha destato, tra il pubblico, la signora Beatriz Perez, console economica e commerciale dell’Ambasciata di Spagna a Milano. Una presenza piuttosto a sorpresa ma stimolata dall’invito effettuato da Palazzo Estense agli organi diplomatici di alcuni Paesi europei, per allargare il respiro di un bando che scadrà il prossimo 25 luglio alle 12,30.
Non era invece rappresentato l’attuale Calcio Varese di Claudio Benecchi (del resto è anche il solo dirigente che ci risulta ancora in carica…) mentre si è rivisto un antico – e ai tempi discusso – patron della Pro Patria: Danilo Filippini.

Gli interessati dovranno comprendere, nella propria proposta, anche le imprese e i soggetti che svolgeranno i lavori all’interno delle due strutture: non sarà infatti effettuata una gara d’appalto per realizzare le migliorie richieste, perché – per dirla in modo semplice – la vittoria del bando implica automaticamente il permesso a effettuare gli interventi. Naturalmente le imprese coinvolte dovranno dimostrare – fin dalla fase 1 dell’adesione al bando – di avere i requisiti di legge richiesti per intervenire su una struttura di proprietà pubblica.

Galimberti e i tecnici hanno, tra l’altro, spiegato che il bando appena varato dovrà essere innanzitutto un “volano di idee” per rilanciare le due strutture calcistiche. Se – nel frattempo – dovesse arrivare sul tavolo del primo cittadino un dossier ritenuto più interessante (per esempio, con un investimento garantito di importo elevato, o con un progetto per rifare il “Franco Ossola” sostenuto dalle relative garanzie), il Comune potrebbe anche considerare superato il bando attuale e verificare la fattibilità di queste altre proposte. Uno scenario, tuttavia, che difficilmente si delineerà entro la scadenza del 25 luglio.

Assemblea pubblica bando Stadio e Varesello

L’ELENCO DEI LAVORI

A Varesello l’impegno richiesto (nulla vieta di effettuare interventi ulteriori, da concordare; lo stesso vale per lo stadio) è stimato in circa 410mila euro, IVA e spese di progettazione comprese. Al centro sportivo andranno ampliati, ristrutturati e messi a norma gli spogliatoi ai quali sarà aggiunta un’infermeria; andranno sistemati i percorsi esterni con l’abbattimento delle barriere architettoniche e dovrà essere demolita l’attuale tribuna, costruita senza permessi – molti anni fa – e non “sanabile”.

Al “Franco Ossola” l’importo dei lavori “obbligatori” è fissato in circa 610mila euro (anche qui, comprese IVA e spese di progettazione) per adeguare gli spogliatoi, realizzare servizi pubblici, rifare gran parte dell‘impianto elettrico, completare la sistemazione della rete idrica, sistemare i muri esterni – che perdono pezzi -, effettuare le verifiche sui calcestruzzi (è in scadenza il certificato di staticità) e rimuovere il container posizionato senza i necessari permessi ai tempi della Serie B e utilizzato di recente come hospitality e poi come segreteria del settore giovanile.

Il bando prevede che si possano realizzare aree commerciali per un massimo del 10% della volumetria dei due impianti ma non toglie la possibilità di andare oltre questa soglia, passando però dall’approvazione degli organi preposti.

A questo punto non resta che attendere la scadenza: se non ci saranno candidature “valide”, il discorso cadrà nel vuoto, altrimenti Palazzo Estense procederà con la valutazione dei rispetto dei requisiti di ciascun soggetto interessato e, a seguire, con la scelta della proposta vincitrice.

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di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 03 luglio 2019
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