Cambiamenti, Cna punta su startup e giovani imprenditori

Presentata la quarta edizione del premio nazionale dedicato al pensiero innovativo delle nuove imprese italiane. Già un centinaio le startup lombarde iscritte ma c'è tempo fino al 30 settembre. Mambretti: «È un sostegno concreto alle giovani imprese che necessitano di risorse economiche e opportunità per poter decollare»

cna generiche

Che i tempi della politica non siano i tempi dell’impresa, non è più un’opinione, ma una certezza. Così in attesa del nuovo governo del cambiamento, Cna presenta la quarta edizione di Cambiamenti, premio nazionale dedicato al pensiero innovativo delle nuove imprese italiane, ovvero le startup. (nella foto, da destra: Andrea D’Elia, Francesco Romano, Roberta Tajé e Luca Mambretti)

L’associazione datoriale, con questa iniziativa, coglie due obiettivi importanti: da una parte, con la concretezza che caratterizza gli imprenditori, mette a disposizione del vincitore una serie di strumenti utili per consolidare la propria idea di business: 20 mila euro in denaro o come primo investimento in una campagna di crowdfunding, duemila euro di voucher in servizi di consulenza presso la sede di Cna territoriale più vicina, due anni di adesione al sistema Cna, due anni di noleggio a lungo termine di un’auto e una settimana di vacanza, che non guasta mai. Dall’altra rimette in gioco, dopo anni di guerra agli «inutili» – si fa per dire – corpi intermedi, il ruolo stesso dell’associazione che, se vuole avere un futuro, deve puntare a una nuova alleanza generazionale. E in questo senso lo schieramento dei vertici nella sede varesina della Cna, in occasione della presentazione del premio, lascia pochi dubbi sulla volontà di cambiare schemi e ruoli in gioco. Accanto al presidente Luca Mambretti e al direttore Roberta Tajé sedevano infatti Andrea D’Elia, del gruppo Giovani imprenditori di Cna , e Francesco Romano responsabile del progetto Cambiamenti di Cna Varese.

«Merito, confronto e visibilità», sono le tre parole chiave utilizzate da Roberta Tajè per presentare il concorso. «Passato e futuro, tradizione e innovazione – dice il direttore di Cna – trovano un punto di incontro in questo concorso. Un’opportunità vera per le startup che con la loro attività rappresentano ogni giorno il meglio dell’Italia e rendono il Paese competitivo, promuovendo territori e comunità». Opportunità che le nuove imprese innovative sembrano aver gradito considerato che nel 2018 sono state ben 859 le startup candidate a livello nazionale, di cui venti arrivate in finale, e 301 i comuni coinvolti dall’operazione.

La Lombardia dà un contributo notevole in termini di partecipazione. Nella scorsa edizione le realtà lombarde iscritte al concorso erano 164. Quest’anno, a un mese dalla scadenza, prevista per il 30 settembre (per iscriversi cliccare qui), sono già un centinaio di cui nove dislocate tra Varese e l’Altomilanese. Un dato che non sorprende perché è nel sud della nostra provincia, in corrispondenza dell’asse pedemontano, che tendono a concentrarsi le risorse destinate all’innovazione e ai giovani talenti. «Il nostro obiettivo – sottolinea Andrea D’Elia – è raggiungere quota 250 startup lombarde anche perché per la prima volta, oltre al premio nazionale, c’è un premio regionale». «I settori di appartenenza sono i più diversi – aggiunge Francesco Romano -. Partecipano sviluppatori di app e software, naturalmente. Ma essendo la tecnologia un abilitatore che facilita l’incontro tra innovazione e tradizione, tra gli iscritti troviamo anche startup di abbigliamentofood design  e più in generale legate all’agroalimentare. I vincitori avranno poi il diritto a partecipare alle masterclass formative organizzate dai partner dell’iniziativa, ovvero: Samsung, Tim, Talent Garden, H-Farm, Infocert e Roland».

Cna è consapevole dell’anomalia del nostro ecosistema, così poco incline all’innovazione e alla mobilità sociale. L’Italia è un Paese lontano anni luce dalla Silicon Valley californiana, con un venture capital ancora troppo debole, anche rispetto ai principali competitor europei, e una scarsa fiducia nei confronti delle nuove generazioni. E allora il compito di un’associazione è ripensare l’utilizzo di certi strumenti in chiave di sviluppo, come per esempio l’intervento dei confidi che, vista la latitanza delle banche, sempre più spesso sono chiamati a diventare partner finanziari di progetti innovativi.

Cambiamenti, seppur sia una goccia nell’oceano di necessità in cui nuotano le nuove imprese, indica in modo chiaro la direzione che il sistema dovrebbe prendere: aprire un dialogo vero con giovani imprenditori e startupper e rimodulare la rappresentanza partendo anche dalle loro esigenze. «La creatività e l’innovazione imprenditoriale hanno bisogno di percorsi adeguati – conclude Luca Mambretti, presidente di Cna Varese – e questo premio è un sostegno concreto alle giovani imprese che necessitano di risorse economiche e opportunità per poter decollare. Noi questo percorso lo abbiamo già iniziato».

Nonostante tutto ho fondato la mia startup

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

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Pubblicato il 04 Settembre 2019
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