«Ho incontrato Peter Pan»: lo stalker tra le mura di casa

L’uomo è riuscito a irretire la futura compagna obbligando il figlio di lei a lasciare la casa. Poi tutto è crollato

Avarie

Un principe azzurro divertente e scapigliato nonostante l’età matura – oltre i cinquanta – che diventa presto un tiranno capace di soggiogare la sua vittima, isolarla dai cari, spolparla dagli averi e negli affetti.

«Guarda, è così simpatico il mio Peter Pan», diceva la donna all’amica del cuore raccontandole di quella nuova conoscenza nell’inverno 2015, ignara che di lì a breve sarebbe finita nel baratro della depressione, senza soldi e soprattutto al centro di una campagna di atti persecutori che hanno trasformato il suo ex amore in aguzzino.

Questo almeno secondo l’accusa che ha chiamato a rispondere per stalking un uomo, l’imputato, le cui gesta oggi sono state ripercorse in aula.

È stato sentito il figlio della vittima che ai tempi abitava con la madre a Colmegna, frazione di Luino: stessa casa, stesso conto corrente.

Ma dopo l’arrivo di A.V., il finto principe azzurro, tutto è crollato come un castello di carte: il nuovo compagno obbliga il ragazzo già sposato a cambiare casa e a lasciare il suo appartamento, persino il cane e i soldi, che spariscono dal conto corrente.

Tutto per il disegno della nuova coppia di vendere la casa – vendita poi fortunatamente svanita – , facendo perdere altri soldi con l’obiettivo di una degna residenza, di rango, consona al “prestigio“ dell’imputato.

Alla base di questo sconvolgimento il fare dell’imputato, un uomo che millantava una professione capace di rendere cifre da quattro zeri al mese, ma che all’atto pratico produceva più debiti che entrate: è stato sentito un agente immobiliare, un geometra contattato dalla nuova coppia per mettere in vendita la casa, pure lui gabbato: prestazioni mai pagate, e un piccolo prestito, di 3000 euro, mai saldato.

Alla fine la coppia scoppia, ma la donna non riesce a liberarsi dal compagno che la assillava con messaggi che divennero presto persecuzioni, minacce con “vocali“ lunghissimi, telefonate a ogni ora che la destabilizzano i nervi della donna, tanto che il suo telefono cellulare per un periodo viene gestito dal figlio (e per questo matura l’accusa di stalking).

La vittima, che nelle precedenti udienze sarebbe dovuta comparire in aula per essere sentita come parte offesa ma che non vi riuscì per le pessime condizioni di salute, sarà forse ascoltata il 4 maggio 2020.

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Pubblicato il 20 settembre 2019
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