Una giornata a Brusimpiano e Porto Ceresio fra sentieri, spiagge, fantasmi, api e alberghi galleggianti

Cosa vedere, dove fermarsi, perché andarci: vi raccontiamo Brusimpiano e Porto Ceresio nel nostro Lago Ceresio Tour

La sponda Varesina del Lago Ceresio

Il nostro Lago Ceresio Tour iniziato qualche settimana fa, ha per forza di cose (diluvio universale durante gli ultimi 10 giorni di luglio) subire un rallentamento. Riprende, più intenzionato che mai a raccontare le meraviglie dei paesini rivieraschi del Lago di Lugano, nella mattinata di giovedì 5 agosto alla scoperta di Porto Ceresio e Brusimpiano.

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Lo potete seguire sui social del Lago Ceresio: Pagina Facebook e Pagina Instagram.

Proprio nel territorio di quest’ultimo comune inzia il nostro viaggio. In particolare dalla frazione di Ardena, a cui giungiamo dalla Valmarchirolo per scendere a lago evitando i più trafficati curvoni della statale che conduce invece a Lavena Ponte Tresa. Incontriamo qui il Santuario della Madonna di Ardena con il suo belvedere sul protagonista di questo tour, il Lago Ceresio, e subito due interessanti curiosità: Garibaldi e i fantasmi.

Per quanto riguarda Garibaldi: l’eroe dei due mondi, che nel 1848 durante la Prima Guerra di Indipendenza offrì il suo aiuto al re del Piemonte Carlo Alberto, dopo una serie di sconfitte si vide costretto a ripiegare e a rifurgiarsi in Svizzera. Lo fece partendo proprio da Brusimpiano e qui, ad Ardena, c’è una panchina sulla quale – si dice – si sarebbe seduto a riposare.

A proposito di fantasmi: il Santuario della Madonna di Ardena fu eretto nel 1600 e nasconde una storia misteriosa, raccontata anche  sul sito Visitbrusimpiano.com:

“Tanti sono i fatti accaduti attorno a questa piccola chiesa immersa in un pittoresco scenario di rigogliosa vegetazione. Tra tutti, il più curioso e misterioso è forse quello riguardante il fantasma, – o diversi spiriti – che si pensava agisse indisturbato suonando le campane del Santuario nelle ore più varie. Il 2 maggio 1979 nella canonica del Santuario sei persone testimoniarono persino di aver visto bicchieri, tazzine e immagini religiose muoversi e passare attraverso i muri. Proprio per questo motivo molti esperti del paranormale sono giunti ad Ardena durante gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, per indagare questi inspiegabili fenomeni. L’identità del presunto fantasma, però, non è mai stata svelata, rimanendo avvolta in un’aura di mistero che contribuisce a rendere il Santuario della Madonna di Ardena un luogo ancora più intrigante e carico di un fascino d’altri tempi.”

Arriviamo  sul lago e ci incontriamo con Alessandra Masina e Tiziano Simonazzi, rispettivamente assessore al Turismo e consigliere comunale di Brusimpiano. Con loro la signora Nicoletta che ci ha aperto le piccole chiesette di San Martino e della Madonna Immacolata dei Canicc a Brusìn Piccolo, la frazione al di là del Fiume Trallo andando verso Porto Ceresio. Due gioiellini (uno addirittura dle 500 d.C) che ancora oggi accolgono ricorrenze e tradizioni. Come quella dei biscotti al vino nel giorno di San Martino e quella del brodo nelle vie del borgo in occasione dell’Immacolata.

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Chiesa di San Martino, Brusimpiano

Ci lasciamo accompagnare fino al Lido Beach Bar, che offre la possibilità di praticare sci nautico, noleggiare kayak, sdraio, ombrelloni e ricaricaricare le e-bike. Gestito da 15 anni da Beppe e Francesca è una vera oasi di relax affacciata sul Ceresio.

Da qui partiamo alla scoperta dei tanti sentieri che si snodano dalla piscicoltura, un vero fiore all’occhiello per Brusimpiano. Impegnata in importanti progetti di ripopolamento ittico.

Lungo questi percorsi si sale fino alla cascata del fiume Trallo (sentiero momentaneamente chiuso a seguito delle forti pioggie di luglio) e alle trincee della Linea Cadorna, recentemente valorizzate da una nuova cartellonistica che, grazie a dei QR code, permette di sentire la storia di questi avamposti direttamente dalla voce del nipote del Generale Cadorna.

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Belvedere dalla Linea Cadorna

Ma cosa fare e cosa vedere a Brusimpiano ce lo racconta meglio l’assessore Masina:

 

Pochi minuti lungo la strada panoramica che costeggia il lago ed eccoci a Porto Ceresio, con la sua “baia” da cartolina dove al centro, come un cuore pulsante, troviamo la stazione del treno e l’imbarcadero del battello. Uno di fronte all’altro, due vecchi amici. Dopo anni in cui la linea ferroviaria è stata interrotta, finalmente oggi in 1 ora di treno si può andare a (e si può arrivare da) Milano. Un upgrade importante che (ri)apre le porte ad un turismo “di giornata” per un bacino di utenza immenso, qual è la metropoli. Trenord, che gestisce la tratta, propone in accrodo con la Società Navigazione Lago di Lugano biglietti comprensivi di treno e battello.

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Per dove? Per i tanti approdi che offre il Ceresio, in primis quello di Morcote. Il borgo, dichiarato il più bello della Svizzera nel 2017, si staglia proprio all’orizzonte in fronte a Porto Ceresio appena scesi dal treno. Uno scorcio suggestivo.

Camminando verso il centro superiamo la chiesa principale del paese, con la sua imponente facciata e arriviamo all’inizio della passeggiata lungolago, in legno, che sfila accanto alle colorate facciate novecentesce delle tante case  che affacciano sul lago. Molte sono dotate di un piccolo molo, di un terrazzo, di un giardino con gradini per entrare direttamente in acqua. Alcune sono date in affitto e non mancanco i turisti in costume a prendere il sole in relax accanto a germani reali, cigni e ai loro nidi.

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Le case che affacciano sulla passeggiata lungolago di Porto Ceresio

E proprio lungo questa passeggiata incontriamo due cose che vi vogliamo raccontare. La prima è Villa Treves, una dimora privata che sembra abbia fatto da sfondo a degli incontri segreti fra Benito Mussolini e Winston Churchill, nel 1944. (Maggiori info cliccando qui)

L’altro è il Botel Diffuso dei Laghi, l’albergo che galleggia: una struttura ricettiva ecologica e tecnologica. «Botel 2.0 è un vero e proprio albergo diffuso galleggiante, unico nel panorama turistico italiano – ci spiegano Roberta e Gaetano, gli ideatori del progetto – La filosofia ad esso collegata è quella di proporre vacanze emozionali e sostenibili a impatto zero. Botel 2.0 è una struttura compatibile con l’ambiente, ecosostenibile, alimentata con fotovoltaicomicro eolico, dotata di sistema di depurazione delle acque a ciclo chiuso, non produce alcuna immissione nell’ambiente, il tutto in una logica totalmente “green”».

Il progetto Botel era stato selezionato tra le tre start up varesine  finaliste del Premio Cambiamenti, il concorso nazionale ideato da Cna-Confederazione nazionale dell’artigianato  per scoprire, premiare e sostenere le migliori imprese italiane nate negli ultimi anni. Oggi puntano a lanciarlo anche come spazio di coworking, non solo di persone ma di idee. Una sorta di caravanserraglio che unisca e faccia fare rete a diverse figure professionali.

Mentre l’ultima storia che incontriamo a Porto Ceresio è quella di Andrea Giunta, 37 enne ex frontaliere, che ha deciso di dedicarsi all’apicoltura dando vita alla sua azienda “Apicoltura Andrea Giunta e le sue api disobbendienti“. Ci spiega che “Il nome deriva dal fatto che mentre ancora lavoravo in Svizzera ogni tanto dovevo lasciare il posto di lavoro per andare a recuperare le api che erano sciamate (scappate, ndr) da qualche parte. Ma non erano loro ad essere disobbedienti…ero io che non ero molto bravo a fare quello che stavo facendo”, ci dice ridendo, “Oggi ho lasciato la Svizzera, sono diventato più bravo – anche se ho tanto da imparare – e vivo facendo l’apicoltore!”

Possiede 150 arnie fra Porto Ceresio, Besano, Viggiù, Malnate, Vedano, Cunardo, Marzio, Alpe Tedesco e…la Val d’Ossola! Produce miele di acacia, tiglio, castagno con tanta passione e secondo i dettami dell’apicoltura biologica.

 

 

Eleonora Martinelli
martinellieleonora@gmail.com

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Pubblicato il 05 Agosto 2021
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