Silvestrini: “Sembra che a Gallarate parlare di programmi sia passato di moda”

Dopo le accuse su programmi troppo fumosi, la candidata del centrosinistra contrattacca: "Cassani rinvia le scelte vere a dopo le elezioni, come su ospedale e mobilità"

Politica varia

«Sembra che a Gallarate parlare di programmi sia passato di moda». Di fronte all’accusa è di presentare un programma “troppo fumoso”, nel corso della biciclettata #testaecuore di sabato, Margherita Silvestrini ha detto la sua sui recenti commenti relativi alla campagna elettorale: «Secondo un articolo che ho letto pochi giorni fa, saranno i 310 candidati consiglieri a fare la differenza il 3 e 4 ottobre prossimi, secondo l’estensore dell’articolo, ‘come se i programmi non avessero rilevanza’. Non ci sto!»

Prosegue la Candidata Sindaco del Centro sinistra alle prossime amministrative a Gallarate: «Le nostre proposte sono diverse e, soprattutto concrete, restituisco ai mittenti l’accusa che il nostro programma sia fumoso e privo di proposte puntuali. Lo dico forte e chiaro alla pubblica opinione e alla stampa: il programma è dettagliato perché contiene precise indicazioni sulle cose da fare e sulle iniziative da adottare. Non è un libro dei sogni: c’è il perché ma soprattutto c’è il come».

«Basta un foglio per promettere qualcosa ma noi – e lo dico soprattutto al sindaco pro tempore Cassani – non prendiamo in giro gli elettori, rimandando a dopo l’esito elettorale questioni spinose, ma cruciali, come la posizione sull’ospedale unico o sulla mobilità. Chi ha voglia di andare oltre la superficie scopre facilmente che dietro ogni nostro punto programmatico ci sono progetti e indicazioni di fattibilità. Sono stati definiti in mesi di lavoro tra oltre 150 cittadine e cittadini, non abbiamo buttato giù, nelle segreterie dei partiti, quattro cose in croce ed è paradossale che l’attenzione alla concreta possibilità di realizzazione delle cose sia oggetto di critica».

«È noto quello che pensiamo sulla viabilità: si restituisca vitalità al centro storico partendo da Piazza Garibaldi, ripensata come piazza abitata dai cittadini e non solo dalle auto, restituiamo a questa bella piazza la sua antica dignità». Prosegue Margherita Silvestrini: «Abbiamo detto che vogliamo una mobilità diversa: innanzitutto partendo dalla istituzione delle zone scolastiche e mettendo in atto buone pratiche sperimentate in altre città come la Bicipolitana. I nostri ragazzi hanno diritto ad entrare in sicurezza e di avere spazi dedicati e sicuri nell’ingresso e nell’uscita da scuola e i gallaratesi devono potersi muovere anche in bici. La pedonalizzazione, voglio essere chiara sul punto, non andrà a svantaggio degli esercizi commerciali: i parcheggi ci sono, bisogna segnalarne meglio la disponibilità a partire dagli ingressi in città e recuperare quelli privati non ancora a uso pubblico come il parcheggio di via Etna. Pensare finalmente ad una mobilità dolce a Gallarate dovrebbe essere una priorità per ogni forza politica, lo è certamente per la nostra coalizione: questa amministrazione non ha investito nulla anche a fronte dell’evidente necessità di rivedere la viabilità urbana».

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«La nostra Bicipolitana renderà possibile a tutti percorrere Gallarate in sicurezza: avevamo presentato a primavera 2020 una proposta al sindaco Cassani per la realizzazione di percorsi di emergenza che consentissero agli studenti di raggiungere le scuole in sicurezza ma ovviamente, senza sorpresa conoscendo la persona, non è stato neppure letto. Era una proposta intelligente, forse per questo non l’ha neppure guardata.
La visione della Città deve essere totale e non parziale, l’interesse dei cittadini dovrebbe superare l’antagonismo politico che conserva una visione miope nello stile amministrativo. In cinque anni questa amministrazione ha tenuto ferma la città, le cose che ha provato a muovere sono state fermate dalla magistratura».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 20 Settembre 2021
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