Il canto degli italiani
Di Laura De Filippo
La maestra spiega, e sulla lavagna ha steso una bandiera tricolore. La classe è attenta e ogni alunno ha il vestito della festa.
– La bandiera della Repubblica italiana è il tricolore: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di uguali dimensioni.
– Signora maestra, avete sentito come sono musicali le parole nelle nostre lingue?
– Pino, a cosa alludi?
– Avete detto di tradurre indialetto l’articolo della costruzione.
– L’art. 12 della Costituzione, non costruzione, e si dice dialetto!
– E che ho detto? Vabbuò, ma quando abbiamo letto io ho sentito una musica.
– Pino, tu senti sempre musica, per qualsiasi cosa.
E il ragazzo canticchia.
Franz, il trentino: La bandiera italiana l’è de tre colori: vert, bianc e ros, tre righe en pè grande uguali.
E Agata, di Sicilia: A bannera dã Repubblica è u triculuri italiano: virdi, biancu e russu, a tri strisci virticali dã stessa misura.
Salvo, il sardo: Sa bandera de sa Repùblica est su tricolori italianu: birdi, biancu e rùbiu, a tre stiras verticalis de misura uguali.
Antonio, di Catanzaro, con l’indialetto respirato: A bandèra d’a Repubblica è u tricolora italianu: virda iancu e russu a tri strisci verticali de uguala misura.
Lino, barese: La pannère de Repubbliche iè u tre chelò retaggliàne: verde, bianghe e rrusse, a trè strisce vertiecàle deuàle grannèzze.
– Io e Gennarino non abbiamo capito niente – dice Pino.
Alberto, il piemontese, è salito in piedi sulla sedia: El drapò da Republica a l’é ël tricolor italian: verd, bianch e ross, a tre bande verticaj dj’stesse dimension.
E Silvia, figlia del direttore della banca che è milanese: La bandera de la Repubblica l’è ‘l tricolor italian: verd, bianch e ross, a tri band verticai tucc istess.
Maria, viene dalla Liguria: A bandêa da Repùblica a l’ é o tricolôre italiàn: vèrde, giànco e rosso, a træ strisce verticâli grande pæge.
E finisce Gennarino: ‘A bandiera d’ ‘a Repubblica è ‘ Tricolore: verde, jànco e russo, cu tre strisce d’ ‘a stessa misura.
– Signora maestra, l’avete sentita ora la musica?
– E allora cantiamo tutti: Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi.
– È l’inno che ci avete imparato.
– Insegnato, Pino, insegnato. Continuiamo:
– Raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l’ora suonò. Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. L’ Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci…
Racconto di Laura De Filippo (www.ilcavedio.org), in occasione della Festa dell’Unità nazionale del 17 marzo
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