Un raggio di luce nel fango: la solidarietà dei giovani dopo il nubifragio, “siamo qui per aiutare”
La residente con la casa completamente inagibile racconta di essersi trovata di fronte al cancello delle "ragazzine" sconosciute con la pala in mano che le hanno offerto aiuto
Il nubifragio che si è abbattuto sull’area di Valganna, Varese e Induno Olona nella serata di mercoledì 23 aprile ha mostrato il duplice volto dell’acqua per la valle: gioia quando sgorga serenamente, condanna quando cade dal cielo in “impressionanti bombe d’acque”. La pioggia, iniziata intorno alle 19, è aumentata progressivamente di intensità, trasformando l’acqua proveniente “da sopra” in un vero e proprio “fiume in piena”. Questo flusso impetuoso ha trascinato con sé “detriti fango qualsiasi cosa”.
La via Buccari, nota per ospitare il birrificio storico Poretti e lo stabilimento Lindt & Sprüngli, è stata particolarmente colpita. L’acqua l’ha percorsa come un fiume, allagando tutto ciò che ha incontrato, incluse villette, piccoli condomini e stabilimenti produttivi. Una residente descrive come il fiume, invece di seguire la curva abituale, sia “usciva dritto verso casa mia”. Nonostante i tentativi di arginare l’acqua con asciugamani, il fango ha creato una sorta di “piscina”. I vicini hanno aiutato a rimuovere le “schifezze”. I vigili del fuoco sono intervenuti, svuotando in parte la cantina e rimanendo fino alle 3 del mattino.
I danni alle abitazioni sono stati ingenti. La residente intervistata lamenta grossi danni, in particolare alle auto che non funzionano più a causa dell’acqua che ha raggiunto un livello elevato vicino al garage. Sebbene consideri i suoi vicini “più sfortunati”, anche la sua casa si è allagata all’interno. Un’altra donna, la cui casa è stata resa “completamente inagibile dal fango”, descrive l’evento come “forse ancora più impressionante” rispetto a quanto accaduto anni fa. La sua casa è allagata, la cantina è “piena di fango”, e manca l’elettricità. Di fronte a tale scenario, si dichiara “disperata”.
In questo quadro di devastazione e sconforto, un episodio ha rappresentato un vero e proprio “raggio di luce”. La residente con la casa completamente inagibile racconta di essersi trovata di fronte al cancello delle “ragazzine” sconosciute con la pala in mano che le hanno offerto aiuto dicendo “Siamo qua ad aiutarvi”. Non le conosceva e si è detta sorpresa, pensando “non credevo che esistessero ancora persone buone”. Anche la donna con la casa inagibile menziona questo “unico raggio di luce”: un gruppo di “giovanissime ragazze che non conoscevo si sono presentate alla porta armate di pala per dare una mano”.
Queste giovani volontarie hanno spiegato la loro decisione. Non abitano direttamente nella casa colpita, ma “qua dietro”. Vedendo la devastazione al mattino, hanno deciso “siamo venute ad aiutare”. Si sono svegliate, hanno preso una pala e hanno pensato “Andiamo a dare una mano ai vicini”.
Hanno visto che questa signora e hanno deciso di darle una mano. Descrivono il lavoro svolto: “abbiamo spalato tutto il fango per terra sul letto” e hanno cercato “con i secchi di svuotare la cantina allagata”. Hanno trascorso e intendevano continuare a passare “tutto il giorno così”. Sono state felici che la signora, sebbene sorpresa, abbia aperto loro la porta.
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