Beko, la protesta parte all’alba: da Cassinetta a Milano per difendere lo stabilimento

Operai in viaggio verso la Regione Lombardia. A un anno dall’accordo con la multinazionale turca mancano ancora investimenti e nuovi prodotti

Alle 6.20 del mattino i primi operai dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno si sono presentati alla portineria centrale. Ad attenderli due pullman diretti a Milano, dove i lavoratori manifesteranno davanti alla Regione Lombardia per la vertenza aperta con la multinazionale turca.
«Altro che autunno caldo. Sarà un inverno caldissimo», dice ad alta voce un delegato della Uilm. Tra i lavoratori prevale la delusione. A quasi un anno dalla firma dell’accordo tra Beko Europe e i sindacati dei metalmeccanici, non si vedono gli investimenti annunciati né i nuovi prodotti che avrebbero dovuto rafforzare la presenza del marchio turco sul mercato europeo.

Una situazione che si intreccia con la crisi generale del settore dell’elettrodomestico, oggi in una fase di stallo. «C’è forte preoccupazione – spiega Chiara Cola rsu Uilm – perché rispetto al piano industriale non si stanno concretizzando né volumi né investimenti. Questo è sempre stato il polo dell’alta gamma e qui ci sono competenze e conoscenze per produzioni di qualità e ad alto valore aggiunto. Andiamo a Milano non solo per protestare, ma per chiedere riscontri concreti: solo così può esserci un futuro per Cassinetta».

Il nodo resta il rispetto degli impegni sottoscritti. «Dopo l’acquisizione di Whirlpool da parte di Arcelik – aggiunge Luciano Frontera rsu della Fiom Cgil – c’è stata una vertenza difficile, con la dichiarazione di circa mille esuberi in Italia e la chiusura di stabilimenti. La lotta dei lavoratori ha portato a cambiare rotta, con uscite volontarie e incentivate. Ora pretendiamo che gli impegni del 14 aprile 2025 siano rispettati e che arrivino investimenti e nuovi prodotti, per ridurre la cassa integrazione, soprattutto nelle fabbriche del caldo».

I lavoratori chiedono anche il sostegno delle istituzioni. «La provincia di Varese non può permettersi di perdere Beko -sottolinea Tiziano Franceschetti, Rsu della Fim Cisl dei Laghi – Dal 2015, cioè dall’acquisizione di Indesit, combattiamo contro continui ridimensionamenti. Oggi i lavoratori, dopo tantissime ore di sciopero, sono stremati».
Alle 7 e 15, alla portineria centrale iniziano ad arrivare i primi camion per scaricare la loro fornitura. I lavoratori salgono sui pullman con i volti segnati dal freddo e dalla stanchezza, ma con la convinzione che questo viaggio e l’ennesimo sciopero abbiano un senso. Si aspettano, come dice Salvo Pinna della Uilm, un segnale e una piena solidarietà dalle istituzioni a tutti i livelli.

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

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Pubblicato il 13 Gennaio 2026
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