Castronno
Raccontare il mondo attraverso la musica. A Materia l’incontro con la giornalista Samantha Colombo
Una serata per scoprire il progetto culturale della giornalista musicale, originaria di Busto Arsizio e scoprire storie dal mondo: dai Balcani alla Germania
Ci sono storie che non fanno rumore. Finché una giornalista appassionata e ostinata non decide di andarle a stanare. Samantha Colombo è tra queste. Giornalista musicale, etnomusicologa e audience development manager di Wired, è l’autrice della newsletter bisettimanale Dispacci, nella quale racconta il mondo attraverso la musica. (foto sopra dalla newsletter)
Originaria di Busto Arsizio, la giornalista e autrice è l’ospite di gennaio di Spiegami, la rassegna curata da Adelia Brigo dedicata ai curiosi che dopo il musicista Enrico Gabrielli e il fumettista Alessandro Baronciani propone questo nuovo appuntamento. L’evento è in programma a Materia la sera di martedì 27 gennaio, alle 21. L’ingresso è libero e gratuito, iscriviti qui.
La newsletter Dispacci è arrivata ad un importante traguardo, ha appena festeggiato 5 anni. Per i suoi destinatari è un “luogo” dove scoprire storie poco conosciute e dove riflettere su temi di attualità con un taglio nuovo: Samantha Colombo ha scelto di utilizzare come filo conduttore il suono, la musica, l’arte. «La mia è una voce minima che però arriva a migliaia di persone». E la musica è una chiave di lettura che rende il pubblico «più disposto a riflettere su temi urgenti. La musica non ha giudizio. Ma porta cambiamento. Altrimenti perché ancora oggi dopo cinquant’anni le canzoni di Bob Dylan vengono suonate durante le proteste?».
In Dispacci l’autrice racconta, ad esempio, “le proteste in Serbia in 3 canzoni”, parla di melodie che uniscono voci lontane contro la violenza di genere o riflette sulla musica come strumento di emancipazione e inclusione. Ogni 25 Aprile torna alle origini dei canti popolari legati alla Resistenza italiana (e non solo). Riporta la crisi climatica attraverso progetti di concerti sostenibili nati in Germania. E, ancora, parla del genocidio in Palestina a partire dal “ronzio dei droni israeliani che pattugliano i cieli di Gaza: un suono di guerra”.
Al centro delle sue storie ci sono sempre le persone che incontra nei suoi viaggi e il loro desiderio di cambiamento. Che siano popoli lontani schiacciati da una guerra, migranti, giovani manifestanti o artisti impegnati in cause ambientali, la giornalista li ascolta e ne restituisce le storie a suon di musica.
Molte edizioni della newsletter sono ambientate nei Balcani, zona per cui l’autrice nutre un interesse particolare: «È un’area che spesso risponde a un nostro immaginario. Non si indaga davvero sull’attualità. Io non do il mio punto di vista, trovo lì le voci e riporto le loro storie». Ad esempio, in un episodio descrive un viaggio a Mostar, in Bosnia ed Erzegovina, dove ha scoperto un centro sociale di giovani che si impegnano a unire comunità diverse, in una zona che soffre ancora la divisione tra bosniaci musulmani e croati cattolici, nata dalla guerra degli anni Novanta.
La newsletter permette inoltre ai lettori più incuriositi di rimanere in contatto con l’autrice. Alcuni le scrivono suggerendo canzoni collegate al tema trattato. Altri le raccontano storie vissute in prima persona e che hanno bisogno di qualcuno che gli dia una voce.
«Una volta un lettore mi ha raccontato la storia del padre, Bruno Donà. Un signore di novant’anni con uno spirito incredibile, liutaio dei Colli Euganei, è uno dei pochissimi a saper suonare l’edera. E così è nato un ‘Dispaccio’», spiega Colombo, sottolineando come questo scambio continuo con i lettori diventa parte integrante del processo creativo della newsletter. «Scrivere Dispacci è terapeutico. Mi aiuta a rimanere curiosa. Mi permette di cercare e scoprire storie nascoste, dimenticate, e raccontarle attraverso ciò che conosco meglio: la musica».
Così, con un lavoro paziente di ascolto, Samantha Colombo riporta alla luce storie lasciate ai margini e le rende finalmente udibili.

