“Sporco chiama sporco”: l’accusa di Vivere Gavirate sul degrado e la trascuratezza in città
Il capogruppo all'opposizione Lucchina elenca le diverse criticità e boccia il progetto del sovrapasso sulla SP1: “progetto inutile rispetto alle urgenze quotidiane"
Rifiuti abbandonati, strade dissestate, lungolago trascurato e frazioni dimenticate: per la lista civica Vivere Gavirate il volto del paese sta peggiorando e l’amministrazione non avrebbe ancora messo in campo una risposta adeguata.
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«Negli ultimi consigli comunali – spiega il capogruppo Gianni Lucchina – le opposizioni hanno più volte denunciato il degrado di numerose aree: dalla stazione al Parco dei Ciussit, da via Baj e via Corridoni a piazza Repubblica dopo il mercato, piazza Matteotti e i parcheggi di via Gerli Arioli, ricevendo però sempre la stessa replica: “le vostre affermazioni non corrispondono al vero”».
Per Vivere Gavirate, al contrario, «è sotto gli occhi di tutti» che la situazione non stia migliorando.
Nel mirino finisce anche la “passerella” sulla SP1, opera da 1,3 milioni di euro inserita in un pacchetto di investimenti per il 2026 da 4 milioni complessivi, giudicata «inutile» rispetto alle urgenze quotidiane di manutenzione di centro, lago, Parco Morselli e Parco dei Ciussit. «Prima delle grandi opere – sostengono dall’opposizione – pensiamo alla quotidianità: una città pulita, sicura, accogliente; strade curate e sorvegliate; cittadini partecipi della cura del bene comune».
Il gruppo all’opposizione chiede al Comune più prevenzione, controlli e sanzioni, ricordando che «sporco chiama sporco»: se una zona resta trascurata a lungo, il degrado tende ad autoalimentarsi. Tra le proposte concrete, l’uso del canale WhatsApp comunale non solo per allerte e comunicazioni istituzionali, ma anche come strumento strutturato per le segnalazioni dei cittadini su rifiuti, buche e criticità.
«Puliamo Gavirate insieme, costruiamo una comunità che ama e protegge il proprio territorio, ogni giorno, con perseveranza e senso civico», è l’appello finale di Lucchina, che invita amministrazione e cittadini a una maggiore corresponsabilità nella cura degli spazi pubblici, a partire dai luoghi simbolo e dalle frazioni.
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