«Non sono gli allevatori a fare il prezzo del latte al consumo»
Confagricoltura Varese interviene nel dibattito sollevato dal lettore di Varesenews sui recenti aumenti
E’ davvero un argomento che scotta, quello sollevato in queste ore dal lettore di Varesenews sull’aumento del prezzo del latte Varese.
Tanto da avere provocato le prime reazioni, in senso in particolare alle associazioni di agricoltori. Dopo le opinioni di Ignazio Bonacina, sull’argomento ha voluto esprimersi anche Confagricoltura: con valutazioni profondamente diverse: «Se il prezzo al consumo è passato da 1,14 euro a 1,32 questo non è assolutamente addebitabile al prezzo del latte alla stalla, cioè all’allevatore, che ha avuto un aumento di prezzo molto più ridotto: è passato dai 33 centesimi al litro di inizio anno, su cui era fermo dal
Bossi tiene a spiegare come: «Il prezzo pagato agli allevatori del latte nella campagna ’97-98 – cioè 10 anni fa – era di 700 lire al litro, pari a 37 centesimi di euro. Questo vuol dire che negli ultimi anni gli allevatori hanno subito un abbassamento dei prezzi alla stalla, sia in termini monetari sia – e soprattutto – in termini reali, se si considera anche l’inflazione di questi anni, e solo ora se ne sta recuperando il prezzo. Purtroppo questo sforzo è stato vanificato dall’industria di trasformazione che aumentato in maniera in giustificata il prezzo del latte al consumo»
L’altra distinzione riguarda il "pericolo che viene da Oriente" anche in agricoltura: «Quello dei mangimi cinesi è un problema reale, ed è effetto della globalizzazione. Purtroppo la politica agricola comunitaria non tiene ancora conto che il mondo è uno solo, ora. Questo, però, è un problema degli allevatori, che devono acquistare i mangimi a prezzi maggiori pur accettando lo stesso prezzo di vendita, non è un problema dell’industria che aumenta il prezzo alla vendita ma diminuisce in termini reali il prezzo all’allevatore. Per questo Confagricoltura Varese si augura invece che con il prossimo contratto del prezzo del latte, la cui tariffa sarà applicata il primo aprile, il prezzo alla stalla aumenti: cioè semplicemente segua l’andamento dei costi di produzione e dell’inflazione, permettendo un dignitoso recupero della redditività delle aziende. Sperando che non aumenti più il prezzo al consumo».
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