Ladurner e Villa, linea verde Openjobmetis: “Pronti a dare il nostro contributo”

Percorsi diversi ma stessa voglia di mettersi in mostra per il pivot meranese e la guardia argentina. Max: "Lavoro per adattarmi al livello della LBA". Mauro: "Orgoglioso del rapporto con Scola". E concordano: "Librizzi capitano ideale"

Mauro Villa Max Ladurner basket seconda strada

Largo ai giovani, in Pallacanestro Varese. Mauro Villa (classe 2004) per un verso e Max Ladurner (2001) per un altro rappresentano fisicamente uno degli obiettivi che Luis Scola e il suo gruppo di lavoro hanno dichiarato fin dal proprio insediamento a Masnago. Ovvero portare in Serie A giovani cresciuti nel vivaio (Villa) o pescati in giro per l’Italia allo scopo di farli diventare protagonisti al massimo livello (Ladurner).

A loro, coach Ioannis Kastritis ha chiesto di fare esperienza, di lavorare duramente in allenamento, di crescere dal punto di vista individuale, di dare alla squadra quelle piccole-grandi cose che servono per far correre nel modo giusto un team di pallacanestro. «A segnare ci devono pensare altri, poi se lo faremo anche noi meglio, io devo dare un altro tipo di contributo» ha spiegato Villa durante la presentazione al negozio Seconda Strada di Masnago, accanto al g,m, Zach Sogolow.

Ladurner è un altoatesino un po’ atipico: viene da Merano, non ama né l’hockey («meglio sci e pallamano») né il trekking e ha già toccato con mano la Serie A prima di scendere in A2 a fare esperienza a Cento e Torino. Villa invece è il primo prospetto argentino portato a Varese da Luis Scola e anche per questo è una specie di “prototipo” per tutti quelli che stanno lavorando per seguirne le orme, da Prato a Basualdo e Farias.

«Ho iniziato a con il basket tardi, a Trento stavo molto bene ma negli ultimi due anni sentivo di aver bisogno di giocare di più – spiega Ladurner – Per quello ho deciso di andare in A2, per fare esperienza e migliorare tatticamente e tecnicamente, perché alla fine se stai in panchina migliori poco. Sono stato a Cento e Torino, oggi mi sento più pronto anche se ho ancora tanto da lavorare».

Il pivot meranese non nasconde le difficoltà in questo avvio di stagione: «Prima di tutto mi ha fatto piacere la chiamata di Varese: è il sogno di tutti essere presi in considerazione dalla Serie A e da un club così importante. Mi sono ritrovato a un livello molto diverso rispetto alla A2: più fisico e atletico. Mi devo adattare e per questo sto provando a mettere tutto me stesso per arrivare pronto a inizio stagione».

La guardia sudamericana (di passaporto e formazione italiane: non può giocare in Nazionale ma occupa un posto “italo” per i regolamenti di LBA) racconta invece così il rapporto con Scola. «Mi ha portato qui che ero ancora un bambino, a 16 anni, e lui stava lasciando il ruolo di giocatore per diventare dirigente. Oggi tutto questo mi sembra normale ma sono molto orgoglioso di questo rapporto con una persona che per noi argentini è un idolo. Però, vivendolo da vicino, ti rendi conto quanto sia comunque una persona normale: un padre super, un dirigente super».

A proposito di rapporti interpersonali: quanto è particolare avere un capitano-coetaneo come Matteo Librizzi? «Libro è un gran compagno di squadra, sempre carico e disponibile – spiega Ladurner – Il fatto che sia capitano così giovane non mi fa effetto: è una persona adatta al ruolo».
«Lo conosco da 2-3 anni – aggiunge Villa – e lo vedo più da amico che da capitano ma sono contento che un ragazzo di Varese abbia questa possibilità. Ed è all’altezza di questa posizione: lo ha dimostrato l’anno scorso». Già, largo (anche) ai giovani.

LUCI A MASNAGO – E’ disponibile il podcast della puntata “zero” di Luci a Masnago, la nostra nuova trasmissione andata in onda giovedì su Radio Materia con Matteo Bettoni, Francesco Brezzi e Damiano Franzetti. La potete riascoltare qui sotto.

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Damiano Franzetti
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Pubblicato il 22 Settembre 2025
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