Mafia gelese, preso un altro esponente del clan Rinzivillo
Dopo un folle inseguimento in centro la sorpresa, alla guida dell'auto in fuga c'era uno degli uomini sfuggiti all'operazione che un mese fa portò in carcere 88 persone
E’ stato arrestato in maniera a dir poco roccambolesca Emanuele Italiano, sfuggito all’operazione che poco più di un mese fa portò in carcere 88 membri del suo clan in tutta Italia, alcuni di questi tra Busto Arsizio e Gallarate, è stato arrestato al termine di un folle inseguimento da piazza Garibaldi, dove non si era fermato ad un posto di blocco, fino al distributore di benzina di viale Milano nei pressi della rotonda dell’aereo. E’ accaduto ieri sera, lunedì 5 febbraio, attorno alle 17,30 nel pieno centro di Gallarate, tra gente a passeggio e mamme con bambini che a quell’ora affollano l’area pedonale e i dintorni.
Una Bmw nera non si ferma ad un posto di blocco, come spesso vengono approntati in piazza Garibaldi, della Polizia stradale e, al segno fatto dall’agente con la paletta l’autista risponde cercando addirittura di investirlo. L’agente si sposta abbastanza ma non del tutto e viene colpito di striscio dall’auto. Nulla di grave ma per lui le cure mediche sono necessarie. La pattuglia, intanto, parte in quarta all’inseguimento dell’auto guidata da Italiano il quale con manovre azzardate cerca di dribblare il traffico. Alcuni colpi vengono sparati in aria da parte degli agenti per intimidire il fuggiasco che tuttavia prosegue la sua corsa.La Polizia non molla la coda della Bmw e, mentre la centrale operativa avverte altre pattuglie l’auto imbocca viale Milano sfrecciando proprio davanti al commissariato. L’arrivo in senso opposto di una pattuglia proveniente da Busto a rinforzo dei colleghi di Gallarate costringe l’Italiano ad una violenta inversione a U nei pressi del benzinaio, l’auto sbanda e colpisce un cartellone pubblicitario per poi fermarsi contro, ma sarebbe meglio dire sotto, un’Opel ferma per il rifornimento.
In tutto questo inseguimento è stata solo la fortuna ad evitare che qualcuno ci rimettesse la pelle. All’uomo, rimasto chiuso in auto, è stato intimato di scendere con le pistole puntate ed è stato arrestato. Il viaggio verso il commissariato non è stato lungo, dato che si trova a qualche centinaio di metri da dove è accaduto il fatto. Una volta rilevata l’identità gli agenti si sono resi conto che si trattava di uno degli sfuggiti al blitz denominato "Pezzi pregiati" partito dalla Procura di Caltanisetta e giunto fino al Varesotto con l’arresto di alcuni esponenti del clan dei "Rinzivillo", famiglia del Gelese.
Molto scalpore aveva fatto la notizia che alcuni esponenti di questa cosca mafiosa sono riusciti ad infiltrarsi tra gli ingranaggi dell’economia varesina soprattutto nel settore edile. Molti, infatti, i cantieri sequestrati nei mesi scorsi da parte delle forze dell’ordine. Alcune carte ritrovate all’interno dell’auto di Italiano sono state considerate dagli inquirenti molto importanti e tutt’ora al vaglio. Dunque, Emanuele Italiano, 56enne siciliano pluripregiudicato, latitante e senza patente di guida è finito in carcere a Busto Arsizio a disposizione della magistratura bustocca.
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