Calendario 2026 dell’Associazione Mazziniana: appuntamenti tra storia, cultura, Europa e cittadinanza attiva
Ogni mese due appuntamenti per approfondire temi di politica, filosofia, musica, storia europea e tutela del patrimonio, con il comune comune denominatore dello sguardo mazziniano sulla società
L’Associazione Mazziniana di Varese aprirà il 29 gennaio prossimo il suo fitto calendario di incontri per il 2026, programma che parte sempre dall’attualità del pensiero di Giuseppe Mazzini.
L’obiettivo dichiarato è quello di usare la storia come chiave per leggere il presente e formare una coscienza civica più consapevole.
Due appuntamenti al mese, da gennaio a dicembre (con pausa in agosto), offriranno alla città un percorso che unisce politica, filosofia, musica, storia europea e tutela del patrimonio, con il comune comune denominatore dello sguardo mazziniano sulla società.
Un programma per educare alla cittadinanza
Il progetto culturale, presentato dal presidente Leonardo Tomassoni insieme a Renata Ballerio, Doriana Giudici e Damiano Loi, nasce con una finalità esplicita: diffondere cultura e incoraggiare la partecipazione alla vita pubblica, a cominciare dall’esercizio del voto. Gli incontri vogliono mostrare come il pensiero di Mazzini, lungi dall’essere solo materia da manuale di Risorgimento, contenga intuizioni ancora utili per comprendere l’evoluzione della società contemporanea, dalla laicità dello Stato alla costruzione di un’Europa unita.
Si parte con la laicità dello Stato
Il primo appuntamento di rilievo sarà giovedì 29 gennaio, con la conferenza della dottoressa Doriana Giudici dedicata alla laicità dello Stato secondo Giuseppe Mazzini. La relatrice proporrà una lettura che intreccia i profili storici con la modernità del pensatore genovese, mostrando come molte sue riflessioni sui rapporti tra religione, istituzioni e coscienza individuale abbiano anticipato temi oggi centrali nel dibattito pubblico. L’incontro, ospitato in Sala Matrimoni di Palazzo Estense messa gratuitamente a disposizione dal Comune che ha concesso il patrocinio.
Dalla Repubblica romana all’intelligenza artificiale
Tra gli appuntamenti già definiti figura, nel mese di febbraio, la cerimonia di commemorazione di Francesco Daverio all’interno della scuola superiore a lui dedicata. Sarà l’occasione per ricordare la Repubblica romana del 1849 e rileggere la “costituzione mazziniana” come radice lontana della nostra democrazia.
Il programma prevede un incontro con il professor Luca Mari per fare “il punto annuale” sullo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale, a testimonianza della volontà dell’associazione di mettere in dialogo storia e nuove tecnologie.
Non mancherà un affondo internazionale con l’intervento di Damiano Loi, esperto di Repubblica turca, che proporrà un confronto fra i processi di costruzione dello Stato moderno, e una serata dedicata a Garibaldi in Sudamerica, raccontato attraverso l’iconografia e le rappresentazioni popolari.
L’attenzione al territorio si ritrova nella visita guidata ai cimiteri cittadini: un percorso tra tombe e monumenti di quello di Giubiano che custodisce ampia memoria della storia cittadina.
Musica, Costituzione e paesaggio
In calendario anche un appuntamento dedicato alla musica con una lezione‑concerto del flautista Filippini in Sala Matrimoni, a sottolineare l’interesse di Mazzini per l’opera italiana e il suo rapporto con la cultura popolare più che con l’accademia. Un altro appuntamento vedrà protagonista il professore dell’Università dell’Insubria Antonio Orecchia, in occasione degli 80 anni della Repubblica, per allargare lo sguardo dalla Resistenza alla nascita della Costituzione e alla costruzione della democrazia italiana.
Nel 2026 l’associazione dedicherà poi uno spazio specifico, ripreso anche dalla tessere degli associati, al tema degli “Stati Uniti d’Europa”, sogno mazziniano che sarà al centro dell’incontro del 5 giugno, organizzato con il Comune di Varese e introdotto dal sindaco Davide Galimbert e che vedrà la partecipazione del senatore Alessandro Alfieri, dello storico professor Enzo Laforgia e del docente dell’università dell’Insubria Vincenzo Salvatore. In autunno sono in programma un intervento del professor Laforgia sul referendum sul divorzio del 1974 come svolta civile degli anni Settanta e, a dicembre, due incontri con Talamona e Tita Messori sul paesaggio come bene comune, dal Risorgimento alle sfide ambientali contemporanee.
Il pensiero di Mazzini come bussola per il presente
Tutto il percorso, spiega il professor Tomassoni, mantiene un carattere storico ma aperto a tutte le arti perche le idee – quelle di Mazzini e quelle che da lui prendono spunto – siano ancora uno strumento essenziale per comprendere la realtà, orientarsi tra le trasformazioni in corso e, soprattutto, esercitare in modo consapevole la propria partecipazione alla vita comunitaria e politica.
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