Quel terremoto che fece nascere la Protezione civile
Il libro di Alma Pizzi «Se la terra trema» esce domani in libreria. Zamberletti, Cossiga e Illy raccontano i terribili giorni del terremoto e la conseguente nascita della Prociv
Alma Pizzi uscirà domani in libreria con «Se la terra trema», edizioni Il Sole 24 ore. A trent’anni esatti dal tragico terremoto che colpì la regione del Triveneto causando morte e distruzione. In questo interessante volume Giuseppe Zamberletti, deputato e ministro varesino, racconta la nascita e lo sviluppo della Protezione Civile italiana a seguito di quell’evento e del terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980. Due violenti terremoti, a distanza di pochi anni l’uno dall’altro, sconvolgono due regioni d’Italia facendo numerosi morti e causando ingenti danni materiali.
L’esperienza sul campo, dapprima con molta improvvisazione e via via con sempre maggiore organizzazione, ha permesso la nascita in Italia di una efficiente rete di protezione civile, da tutti riconosciuta come una delle migliori al mondo. Il regista e il protagonista della costruzione di questa rete di solidarietrà che conta migliaia di volontari in tutt’Italia è Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario e quindi alto commissario e ministro della protezione civile. La presentazione del volume è stata affidata a Francesco Cossiga, al tempo ministro dell’interno, che grazie alla memoria storica da lui rappresentata ricorda e racconta quei momenti tragici, terribili che misero alla prova una nazione intera.
«In me, il ricordo di quei giorni – racconta Cossiga – rimane come una delle più alte esperienze non solo politiche, ma anche umane, della mia vita politico-amministrativa». La prefazione, infine, è di un altro protagonista di questa regione, oggi locomotiva economica ma allora tra le più povere, il suo presidente ed imprenditore di spicco Riccardo Illy:«Il terremoto del Friuli – aggiunge il Presidente della Regione Riccardo Illy – è stato un caso esemplare di “federalismo solidale”. Proprio a quella esperienza si riallaccia la riforma delle Autonomie locali recentemente approvata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Con essa si attua infatti un sistema federale all’interno della regione, secondo i principi costituzionali di sussidiarietà, autonomia e adeguatezza: agli enti più vicini ai cittadini sono assegnate competenze ma anche risorse e responsabilità finanziarie adeguate, attraverso la compartecipazione diretta a una quota dei tributi riscossi sul loro territorio».
Nel libro la giornalista varesina intervista anche altri protagonisti di quel periodo tra cui, per il Friuli, Ivano Benvenuti, sindaco di Gemona al tempo del terremoto, Antonio Martini, consigliere comunale a Tolmezzo e assessore provinciale a Udine nel 1976, Gianfranco Moretton, attuale assessore regionale alla Protezione civile e vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, e Vittorino Meloni, direttore del Messaggero Veneto al tempo del terremoto. Alma Pizzi, giornalista economica, collabora con periodici e quotidiani, fra i quali Il Sole 24 Ore, ed è anche autrice e conduttrice di trasmissioni televisive economico-finanziarie; attualmente è direttore responsabile della tv satellitare Varese Sat, sul canale Sky 896.
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