In bicicletta all’università dell’Insubria
Un docente dell'Insubria racconta la sua esperienza di pendolare da Milano tra treno e pedali. "In quanti farebbero come me, se fosse un po' più facile?"
Gentile Direttore,
insegno all’Università dell’Insubria, abito a Milano e, di solito, vengo in università in bicicletta. O meglio, per raggiungere la sede di Bizzozero, di solito, esco di casa in bici, vado fino alla stazione di piazzale Cadorna, metto la bici sul treno (è gratis), scendo a Varese Nord e pedalo fino all’università. Una soluzione che sembra ottimale, degna di un Paese del nord Europa. (foto Pixabay)
Il problema si presenta, però, a Varese perché il percorso dalla stazione ferroviaria a Bizzozero non è per niente agevole in bicicletta. Supero due incroci dove i ciclisti fanno bene ad attraversare a piedi sulle strisce pedonali perché, altrimenti, rischiano di essere travolti nel caos delle automobili (particolarmente difficile è passare in Largo Ennio Flaiano, dove gli automobilisti arrivano da due parti e sono impazienti di entrare in superstrada). Dopo questi incroci imbocco viale Borri, dove non solo le biciclette non sono previste, ma in alcuni punti neanche i pedoni.
Arrivato di fronte al campus universitario, ho la mia piccola rivincita perché passo oltre il parcheggio congestionato, la fila di macchine sistemate quasi una sull’altra in via Dunant, e lego la bici a dieci metri dall’ingresso della palazzina dove ho l’ufficio o dove insegno.
Mi chiedo come cambierebbe la sede di Bizzozero se fosse collegata con una pista ciclabile al centro di Varese. Quante automobili in meno? Quanto stress e quanto caos in meno (in strada e in università)? Quanto inquinamento in meno? E per finire, quale buon esempio darebbe l’Amministrazione ai ragazzi e alle ragazze realizzando una viabilità più “sostenibile” verso la loro università? Un’ultima precisazione: io non sono un tipo speciale, ho cinquantanove anni, non sono particolarmente atletico, né costretto da qualche circostanza a rinunciare alla macchina. Sono un uomo normale che normalmente va al lavoro pedalando. Quante altre persone normali lo farebbero se fosse soltanto un po’ più facile?
Alberto Castelli
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Sicurezza a Gallarate, Dall’Igna replica ai gruppi di Vannacci: “La campagna elettorale è già iniziata”
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona
Bustocco-71 su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
Maxim59 su Ciclopedonale del Piambello, il traguardo si avvicina: nuovi lavori per completare il percorso dal Ceresio
MarcoF su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.