«L’aiuto psicologico riguarda la qualità della vita»
In aumento il caso di bimbi prematuri. Il reparto di patologia neonatale offre un aiuto ai genitori. Il primario Agosti soddisfatti dell'iniziativa che sta per concludersi
«La tecnologia ci ha permesso di aumentare le possibilità di sopravvivenza di neonati sofferenti. Ma oltre alla loro lotta per la vita dobbiamo preoccuparci della qualità della loro esistenza e di quella dei loro genitori». Il professor Massimo Agosti, primario di Neonatologia all’ospedale di Circolo di Varese giudica estremamente positiva l’attività delle tre psicoterapeute del Melograno che dal maggio dello scorso anno aiutano le famiglie dei piccoli bimbi ricoverati in patologia neonatale: «La loro proposta ci colpì per la sensibilità. Il supporto psicologico alle madri e ai padri che vegliano questi neonati è indispensabile. Sono in costante aumento i piccoli che vengono al mondo prematuramente e che non pesano nemmeno un chilo. Per i genitori il percorso dell’accettazione è difficile: devono volerlo con tutte le sue difficoltà, devono essere sicuri di voler affrontare i tanti ostacoli, devono capire che siamo in presenza di una vita che deve essere vissuta interamente e non di un fenomeno da rotocalco».
La prima fase del ricovero è molto duro per i genitori. Anche i successivi gradi del lento ritorno alla normalità devono, però, essere supportati costantemente: «Ci sono tre grande casi di problematicità – spiega il professor Agosti – i grandi prematuri, i bambini con malformazioni, i neonati che hanno accusato sintomi di asfissia al momento del parto. Questi bambini possono avere ampie opportunità di miglioramento o pochissime: i genitori devono essere pronti ad accettare il figlio completamente e non è un percorso facile. Magari in ospedale, protetti da medici e infermieri, i genitori si sentono sicuri, ma il ritorno a casa è sempre devastante, con il senso di solitudine che dilata ogni emozione».
Per il primario, l’attività delle tre operatrici è stato positivo anche da un altro punto di vista: «Il confronto costante con le psicoterapeute, a cui si aggiunge una psicologa presente grazie alla sensibilità dell’università dell’Insubria, è di conforto anche per il nostro personale sottoposto ad uno stress emotivo continuo».
I casi di parti prematuri è in costante aumento: attualmente rappresentano il 10% del totale. Di questi circa il 2/3% è rappresentato da neonati che non raggiungono il chilo di peso. A questi bambini si devono aggiungere anche quelli che nascono con qualche malformazione e quelli asfittici. In tutto parliamo di una cinquantina di casi all’anno.
Ora, però, questa esperienza rischia di esaurirsi: « In genere i reparti di patologia neonatale non offrono questo tipo di supporto – ammette Agosti (nella foto sopra) – ma sicuramente il valore dell’iniziativa è indiscutibile. Il lavoro è enorme. Chiaro che, davanti a tante priorità di un’azienda ospedaliera, la nostra può non rientrare tra le più impellenti. Ma non può essere nemmeno considerata una "ciliegina sulla torta" perchè si discute di un lavoro che ha, nell’elemento psicologico, una componente determinante le cui ripercussioni varranno per tutta la vita».
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