Un musical “delirante” al parlamento europeo
Due educatrici e due disabili delle comunità protette S.Giacomo hanno recitato a Bruxelles con la compagnia "La stravaganza"
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C’è chi si è spellato le mani, chi, come Antonio di Pietro, è rimasto interdetto di fronte al palco e chi, come Mauro Mantovani, ha spinto perché all’inaugurazione dell’anno europeo del disabile, il 4 dicembre, fossero presenti anche loro. Settanta attori, disabili psichici, medici, educatori, dell’associazione di musicoterapia "La stravaganza". Stravaganti per statuto, non solo per dire, guidati da Denis Gaita, medico psichiatra, musicoterapeuta e musicista. Tra loro anche quattro cantanti e attori delle comunità protette S.Giacomo di Gorla Minore, via Garibaldi: Sara Veratelli e Ilaria Bertini, educatrici; Rosangela Sacco e Elda Bolzani, utenti della comunità protetta. Un musical delirante, così come lo definiscono loro stessi, "La norma traviata" ha una trama improbabile e buffa: un gruppo di persone "permale" – i traviati – cercherà di boicottare la messa in scena di una Norma da parte di persone "perbene". La polizia proverà a impedirglielo, ma il teatro privilegiato dei "normali" non reggerà l’urto dei "non normali" e dovrà aprirsi alla diversità.
Lo spettacolo è’ strutturato come un vero e proprio musical, con basi tradizionali e altre rap. Trama e parole vengono reinventate dagli attori. Il risultato è un mix difficile da spiegare a parole. «E’ una messa in scena che ti coinvolge in pieno – racconta l’educatrice Sara Veratelli – e molti attori, a distanza di anni, si lasciano andare alle emozioni mentre recitano». Che i musical de "La stravaganza" siano veramente qualcosa di molto particolare lo si può intuire leggende le presentazioni che Denis Gaita ha scritto per i tre spettacoli finora mesi in scena. : Una noce poco fa. Melodramma giocoso ma non troppo per petunie e schiacciavoci, L’Aida da tre soldi. Opera punk laida ma non troppo per etiopi metropolitani, sgraziati faraonici e grazie piramidali, e Walzer e Tabù. La molto incredibile e poco psichica storia del giro di danza tra il dr. Frankestein e il prof. Freud. L’idea è quella di curare e e portare sulla scena teatrale il disagio psichico attraverso la rilettura di opere liriche. Secondo Denis Gaita si tratta della «possibilità di presentarsi in teatro senza travestirsi da normali». Ne risulta un calderone autoironico, una metafora di sé stessi e della propria disabilità. Carrellata fotografica dello spettacolo |
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Gli europarlamentari, racconta chi c’è stato, hanno riso e hanno pianto, incantati di fronte al musical meno convenzionale che avessero mai visto.
«E’ una metafora dell’incontro tra i disabili mentali e le persone cosiddette normali – spiega Paola Busnelli addetta stampa de "La stravaganza" – e della possibilità di una convivenza» (foto tratte dal sito Internet dell’associazione).





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