Caso Uva, la politica assedia la procura
Molti esponenti dei partiti contro il pm, che, in udienza ha consegnato al giudice la sentenza del processo Aldrovandi in cui i giudici affermano che bisognava intervenire con un tso (come avvenne a Varese)
La procura di Varese è assediata, da alcuni giorni, dalle polemiche politiche sul Caso Uva. Diversi esponenti politici hanno deciso di intervenire contro le decisioni prese finora dai pubblici ministeri Agostini Abate e Sara Arduini.
Ieri c’è stato il secondo atto giudiziario in tribunale: un medico è stato assolto dall’accusa di aver somministrato dosi eccessive di ansiolitici e calmanti, un altro è stato prosciolto prima ancora che si arrivasse al rinvio a giudizio, mentre un terzo era già stato assolto dopo un processo davanti al tribunale monocratico. Il gup ha preso le sue decisioni, mentre all’esterno un presidio era guidato da Ilaria Cucchi, Lucia Uva e dal segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero. Ma a protestare in piazza c’era anche un altro partito, il Movimento 5 Stelle, e precisamente il deputato Vittorio Ferraresi, un
ragazzo di 25 anni di Finale Emilia (nella foto), che l’avvocato Fabio Anselmo (foto sopra) ha contattato personalmente e che dovrebbe farsi portavoce della vicenda con Beppe Grillo. «Non conosco ancora bene il caso – ci ha raccontato – ma sicuramente staremo vicini alla famiglia perché vogliamo portare avanti la battaglia». L’avvocato Fabio Anselmo ha affermati ieri, durante una pausa del processo, che venerdì prossimo vi sarà una conferenza stampa in parlamento sulla vicenda, ma non ha aggiunto altro.LA PROTESTA DI LUCIA UVA
La tesi
di tutte queste persone è che come i poliziotti hanno ucciso Federico Aldrovandi a Ferrara, lo stesso è accaduto anche a Roma con Stefano Cucchi, e a Varese con Giuseppe Uva. Fonti vicine alla magistratura osservano che è in atto un conflitto tra poteri dello stato, a parti rovesciate, rispetto a quanto accade per i casi che riguardano esponenti del centrodestra. Anche il cms si sta occupando della vicenda perchè è stata chiesta una censura dell’operato del sostituto procuratore Abate.La questione è sottile, e non è da poco. La procura non commenta e risponde con un atto del processo. Il pm Abate, ieri in aula, ha consegnato al giudice la sentenza di cassazione del caso Aldrovandi, nella quale i giudici, che hanno condannato i poliziotti in via definitiva, dicono che il comportamento corretto nei confronti del ragazzo, quella notte, sarebbe stato quello di un trattamento sanitario obbligatorio, visto lo stato di alterazione del giovane. Si tratta, in buona sostanza, dello stessa decisione che venne presa a Varese il 14 giugno del 2008. Un modo probabilmente per dire che i casi Uva e Aldrovandi , per la procura, non sono la stessa cosa.
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