Primavera senza fiori: “Abbiamo già buttato primule e viole”
Il Coronavirus ha messo in ginocchio i florovivaisti. Giacomo Brusa, imprenditore e presidente di Confagricoltura: «Tutta la produzione è ferma, non si riesce nemmeno a caricare sui camion»
Giacomo Brusa in questi giorni sta trapiantando gli ultimi cicli di gerani, begonie, impatiens e sulfinie. La primavera per un florovivaista è il momento della verità: il 75% delle vendite lo si realizza tra marzo e giugno e la stagione rappresenta il 45% del fatturato. «Abbiamo già buttato via primule e viole – dice Brusa -. Tutta la produzione è ferma, non si riesce nemmeno a caricare sui camion, ma noi andiamo avanti a trapiantare per maggio e giugno».
È un problema che stanno vivendo anche le aziende più strutturate che hanno colture programmate per la grande distribuzione organizzata e che stanno gettando via grandi quantitativi di piante, tra cui, in questo periodo, quelle di basilico.
L’allarme lanciato da Confagricoltura pochi giorni fa, relativo al blocco delle piante italiane alle frontiere, è ormai superato. I più penalizzati all’inizio sono stati i coltivatori liguri esportatori di piante aromatiche e margherite, da una parte, e quelli pugliesi e siciliani con gli agrumi, dall’altra. «Quel blocco era una mera azione di contrasto commerciale – spiega Brusa che è anche presidente provinciale di Confagricoltura -. Ora è la pandemia che è esplosa ovunque a bloccare le merci all’origine ed è una condizione che riguarda tutti».
Tutte le attività che producono e commerciano fiori, compresi i garden center, la parte della filiera più qualitativa con una quota di mercato del 40%, attualmente sono chiuse al pubblico. In provincia di Varese il settore è una nicchia di qualità: le aziende sono qualche centinaio e spesso affiancano all’attività di produzione anche quella di manutenzione.
L’Agricola, il garden center di Brusa, è ormai parte integrante del paesaggio che dalla città guarda verso il lago. Posizionata ai piedi dei Ronchi varesini con le statue giganti del popolo di Expo ad accogliere i clienti, si estende su un’area di seimila quadrati, mentre altri 5mila metri quadri, a qualche chilometro di distanza, sono dedicati alla produzione. «La maggior parte di noi – sottolinea l’imprenditore – ha chiuso volontariamente quando ha ascoltato il primo appello del presidente della Regione Fontana. Io potevo tenere aperto perché ho prodotti per l’alimentazione animale, ma pur avendo la responsabilità di 50 famiglie e un mutuo sulle spalle, credo che prima di tutto venga la salute delle persone».
La categoria ha la sensazione di essere stata dimenticata dal decreto “Cura Italia” e c’è una forte pressione delle associazioni di rappresentanza per far passare la floricultura tra le attività che producono beni deperibili e indispensabili. «I florovivaisti oggi hanno forti problemi di liquidità e vedono poca chiarezza nella normativa – conclude Brusa -. La cosa sconfortante è che ho visto cifre a copertura di varie attività ma non per la nostra. Inoltre, superando i due milioni di euro di fatturato non abbiamo neppure avuto lo slittamento del versamento dell’iva. Vorrei ricordare che stiamo incassando l’1% di quanto avremmo incassato in tempi normali».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
principe.rosso su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
Felice su Ospedale di Comunità di Somma Lombardo ai privati, Astuti (Pd): "Decisione calata dall’alto, ulteriore colpo alla sanità pubblica"
PaoloFilterfree su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì
principe.rosso su Danni, frane ed esondazioni: Regione Lombardia chiede lo stato di emergenza nazionale per il maltempo
Felice su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.