Il ragazzo “del carrello” e quei saluti negati
Perché, si chiede una lettrice, fuori dai supermercati siamo così indifferenti alle persone che ci salutano sperando di avere in cambio anche solo una moneta?
Venerdì mattina, ore 10,30, esterno affollato di uno dei tanti supermercati della zona.
Un ragazzo vicino alla fila dei carrelli: mascherina, pelle scura, occhi tristi che cercano di sorridere. Non spaccia, non vende cianfrusaglie, non brandisce coltellacci, non insidia povere donne, non bestemmia.
Alla gente che esce con il carrello pieno dice: ‘Buongiorno signora, buongiorno signore, saluti alla famiglia’ sperando di poter avere anche solo una moneta.
Nessuno risponde al suo saluto.
Trasparente. Qualcuno abbassa gli occhi, e se ne va, qualcuno forse è sordo, qualcuno forse non si è neanche accorto di quel saluto. ‘Mi sei talmente indifferente che la tua vita nemmeno esiste. Io esisto, con la mia spesa, i miei guai, i miei problemi. Non voglio nemmeno ricambiare il tuo saluto. Tu non esisti’
Piccoli gesti di brutale indifferenza.
Una cosa vorrei capire: cosa, di meglio, ha aggiunto alla vostra vita questo gesto? Cosa state insegnando ai vostri figli? Dove avete sepolto educazione e un briciolo di umanità? E soprattutto perché?
La terra non ci appartiene e ricchi o poveri , tutti prima o poi la lasceremo… speriamo solo di trovare dall’altra parte un ragazzo con la pelle scura, o giallina, o pallida, che ci accolga ugualmente con tenerezza, dicendoci ‘buongiorno’
Patrizia
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