La resurrezione di Lazzaro secondo Renato Reggiori
Inaugurato al cimitero di Barasso il nuovo murale del Maestro varesino
La resurrezione di Lazzaro. Non poteva essere che questo il soggetto scelto dal Maestro Renato Reggiori per il murale del cimitero di Barasso. E non si pensi solo per il legame che c’è tra il luogo, ultimo passaggio terreno delle vite che agitano il mondo, e il mistero della morte. La resurrezione di Lazzaro è miracolo e perciò testimonianza della potenza divina. Non è vittoria sulla morte, ma segno, potente sì, segno semplice e diretto. Il dipinto di Reggiori, con la sua semplicità e umiltà nell’approciare un tema di tale portanza metafisica, restituisce agli occhi il significato di testimonianza che è proprio dell’episodio evangelico.
«Reggiori ha da tempo iniziato un percorso – dice lo storico dell’arte Federico Masedu -. La scelta di eseguire murali in più punti della città testimonia il coraggio dell’artista di segnare il territorio con la sua arte». Quello di Barasso è, infatti, il quindicesimo murale del Maestro varesino. Una scelta precisa: dare visibilità pubblica alla sua arte, riprendendo una tradizione che ha segnato la storia della pittura italiana.
La resurrezione di Lazzaro affrescata da Reggiori, peraltro già presente nel grande murale nella piazza delle Ferrovie Stato di Varese, trova nella collocazione di Barasso maggior spazio e volume. Non imbragata nella cornice e nella coabitazione tematica del grande murale varesino, l’opera guadagna in luminosità. L’artista è rimasto sostanzialmente fedele ai suoi colori, sottolineando però, nelle ombre blu delle figure, la sua recente svolta cromatica. La scena raffigurata ha nella naturalezza espressiva, nella serenità e nella mancanza di drammaticità dei protagonisti le chiavi interpretative dell’autore. Colpisce la presenza in primo piano di un cane accucciato ai piedi di Cristo, che, con espressione di attesa, tutt’altro che spaventata, guarda verso Marta e Maria, mentre su un ramo dell’albero, vicino al sepolcro spalancato, si è posato un piccolo usignuolo. «La presenza degli animali è stata una scelta dell’ultimo momento – dice Renato Reggiori -, ma è stata importante, perché i primi testimoni della nascita di Cristo sono stati proprio degli animali».
Presente all’inaugurazione anche la committenza, nella persona del sindaco di Barasso, Paolo Zanzi, che ha sottolineato l’importanza di iniziare con un’opera d’arte la ristrutturazione del cimitero.
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