Supermercato all’eternit? Rifondazione all’attacco

Un esposto del circolo locale di PRC segnala la possibile presenza del materiale cancerogeno nelle tettoie del centro. Comune e ipermercato in attesa del sopralluogo dell’ASL

In un fax diramato nei giorni scorsi da parte del locale circolo di Rifondazione Comunista, si segnala la presenza di materiale potenzialmente cancerogeno nella tettoia dell’Iperdì di Porto Ceresio, supermercato aperto da un anno e situato tra Via delle Ortensie e Via degli Alpini

Si tratta del pericolosissimo "eternit", ovvero materiale isolante utilizzato nei decenni passati per le costruzioni di abitazioni civili e oggi al bando perché ritenuto ad alta tossicità.

Da qui la presa di posizione di Gianluca Zoni, attivista di Rifondazione che attacca l’amministrazione comunale portoceresina definendola "irresponsabile" per aver permesso l’apertura del centro commerciale. Questo a fronte del fatto che alcuni cittadini residenti nelle vicinanze del centro si sono tempo fa accorti che la copertura dell’edificio è probabilmente composta dal materiale incriminato.
L’esposto di Zoni, giunto all’amministrazione comunale, chiedeva, oltre all’ispezione dei materiali in oggetto, anche un intervento in tempi brevi affinché sia al più presto garantita la sicurezza dei cittadini, dei clienti e di chi lavora nel centro commerciale.

La risposta del comune non è tardata ad arrivare anche se – recita testualmente il comunicato stampa di Rifondazione – "il sindaco ci ha risposto che presto verranno svolti i controlli ASL. Bisognava farlo prima di aprire il centro. Noi ci auguriamo, naturalmente, che il sospetto non trovi conferma, tuttavia non possiamo non considerare vergognoso che le concessioni siano state rilasciate così a cuor leggero: non è possibile credere che l’amministrazione abbia deciso responsabilmente se, come è evidente, nessuno ha la più pallida idea di quali siano i materiali di costruzione dell’edificio".

Il direttore del punto vendita, raggiunto telefonicamente, conferma l’avvenuto sopralluogo dei Vigili Urbani e di un tecnico comunale all’interno del grande magazzino. "Benché siano stati rinvenuti dei materiali simili all’eternit – sostiene il responsabile – questi sono coperti da controsoffitti e da strutture di cemento armato tali da isolare l’interno della struttura e con ogni probabilità da non costituire un pericolo per la salute dei clienti e degli impiegati; siamo tuttavia in attesa del sopralluogo dell’ASL che è l’unico organismo competente a potersi esprimere in merito alla vicenda".

Oltre al problema dell’eternit Rifondazione punta il dito anche sui controlli da parte dei Vigili del Fuoco previsti dalla legge per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi che, sempre secondo Rifondazione, "per mesi dall’apertura dell’attività non è nemmeno stato richiesto".

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Pubblicato il 05 Aprile 2001
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