Con la riforma la scuola in «balìa della domanda di lavoro»

Gli studenti del Daverio spiegano le ragioni della protesta

Riceviamo e pubblichiamo

Noi studenti dell’I.T.C. "F.Daverio" vogliamo tramite questa lettera far giungere la nostra voce alla gente. A partire da oggi abbiamo deciso di dimostrare il nostro dissenso nei confronti di una riforma che risulta inaccettabile per il nostro modo di concepire la scuola: una scuola non basata sulla produzione di macchine da lavoro, schiava dell’economia ma una scuola che possa formare e sviluppare le capacità critiche di ogni individuo. Ci battiamo contro una riforma che lascia la scuola in balia della domanda di lavoro: pensiamo che ogni individuo prima di saper lavorare debba saper pensare e la scuola debba servire anche e soprattutto a quello.

Ieri mattina (15 gennaio ndr) abbiamo tenuto un’Assemblea d’Istituto a cui ha collaborato il prof. Revelli, che ringraziamo, al termine della quale gli studenti hanno espresso la volontà dell’Istituto di muoversi contro quel progetto del governo con 427 adesioni su 500 alunni del corso diurno.

Tutta la nostra protesta potrebbe cadere nel inutile nel silenzio, tutti i nostri ideali potrebbero essere ridotti al nulla se voi media, quali responsabili dell’informazione, decideste di occultarci. Noi desideriamo semplicemente che la gente capisca che noi non siamo ragazzi con poca voglia di far lezione ma siamo persone con delle idee e che se ci siamo mossi è solo perché ci siamo trovati di fronte una riforma, a nostro giudizio, insensata.

DICHIARIAMO IL NOSTRO MOVIMENTO AUTONOMO DA QUALSIASI PARTE POLITICA E CHE GRADIREMMO NON DOVER LEGGERE COMMENTI CHE CI LEGHINO A QUESTI.

Gli studenti del Daverio.

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Pubblicato il 16 Gennaio 2002
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