«Lega Nord e Forza Italia, la crisi è evidente»

Il commento del segretario provinciale del Comunisti Italiani

riceviamo e pubblichiamo

Italia, Lombardia, Provincia di Varese, Gallarate: a cascata la crisi tra Lega Nord e Forza Italia dal centro si espande alla periferia. A Gallarate da tempo i rapporti erano in fibrillazione, ma il fatto che Massimo Bossi, che non è l’ultimo arrivato perchè nella sua persona riassume cariche politiche (Segretario Cittadino di FI) e istituzionali (consigliere comunale e presidente della Commissione Territorio) abbia ufficialmente invitato la Lega a lasciare la maggioranza comporta l’apertura di una crisi di fatto che apre almeno tre ordini di problemi: 

1. Nelle elezioni comunali si elegge il sindaco contestualmente con la sua coalizione e il suo programma. E’ un voto diretto, un patto con gli elettori, che, se non funziona non può essere disinvoltamente ovviato mandando a casa alleati scomodi sostituendoli con altri. Nel caso di Gallarate, qualora Mucci e FI pensassero di andare avanti facendo a meno della Lega o sostituendola con una Lista civica, imbroglierebbero gran parte dei cittadini gallaratesi: gli elettori forzisti che hanno votato Mucci come candidato della Casa della Libertà, e quindi non solo di FI e AN ma anche della Lega; quelli della Lega, che hanno votato Lega in nome di un patto d’alleanza di governo con il Polo; quelli delle lista Buffoni che hanno dato il loro voto a che si definiva alternativo e non alleato alla Casa della Libertà. Il voto degli elettori non può essere usato come se niente fosse. Non si amministra una città con deleghe in bianco. 

2. Allo stato attuale è la Lega a trovarsi con il cerino in mano e non può andare avanti gestendo il potere e nello stesso tempo stando all’opposizione. E’ troppo comodo. Se effettivamente i due ostacoli del nuovo centro commerciale e della moschea sono insormontabili, ne tragga le conseguenze: esca dalla giunta e dalla maggioranza e apra la crisi alla luce del sole. Non si può andare avanti con atti amministrativi contradditori e sbagliati, tanto più se sono il frutto di una politica amministrativa sotto ricatto. 

3. Due considerazioni nel merito dei due problemi specifici del supermercato all’ex Maino e della Moschea: 
a. La riconversione della aree industriali dimesse è indispensabile. Dipende da cosa ci si mette dentro: può essere occasione di riqualificazione ma anche di abbrutimento della città: da tempo Gallarate è satura di supermercati e non possiamo pensare a un futuro in cui si riempa di giorno di consumatori provenienti da mezza provincia paralizzandola di traffico e svuotandola delle sue funzioni vitali. E’ del tutto inutile migliorare l’aspetto del centro storico e poi espellervi il commercio e le occasioni di socializzazione 
b. Il problema della moschea rimanda al problema più ampio del trattamento che la legge Bossi-Fini riserva agli immigrati e al loro diritto di essere trattati da persone che non solo fanno lavori che noi non vogliamo più fare ma che hanno diritti inalienabili come quello di avere un luogo per esercitare il loro culto. Se vuole applicare una politica di accoglimento e di integrazione un’amministrazione comunale ha il dovere di trovare una soluzione adeguata e di non aggiungere disagi e frustrazioni ai tanti che già esistono: non ultimo quello scandaloso delle umiliazioni inenarrabili a cui sono sottoposti gli immigrati che chiedono il rinnovo del permesso di soggiorno e che dopo file estenuanti devono aspettare dai 6 agli 8 mesi per riottenerlo.

Ennio Melandri
Segretario Provinciale del PdCI

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Pubblicato il 08 Luglio 2004
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