Operazione antitruffa, sequestrati 3 milioni di euro contraffatti
Tipografia regolare di Baveno, di notte stampava off set banconote da 50 euro. Già nove arresti in tutta Italia
Uno dei più importanti sequestri di banconote contraffatte, un’indagine che ha portato a 13 ordinanze di fermo su tutto il territorio nazionale e sviluppi tutt’ora in corso anche a livello internazionale.
Questo il quadro dell’operazione "Easy Money" che ha portato il reparto operativo dei carabinieri di Varese, di Gallarate supportati dal comando antifalsificazione monetaria di Roma a scoprire la produzione di un ingente quantitativo di banconote da 50 euro false, realizzate all’interno di una regolare tipografia di Baveno.
Tre milioni di euro, al momento, ammonta il sequestro di questa prima tranche di indagine coordinata dal pm di Busto Roberto Craveia.
Una innaturale concentrazione di banconote da 50 euro false diffuse sul territorio della provincia. È questo l’elemento che ha dato il via all’indagine all’inizio dell’anno. I primi riscontri hanno portato gli inquirenti a restringere il campo di provenienza dei soldi: tutti originati da una stessa matrice. Successivi riscontri sulla base di controlli sempre più mirati, pedinamenti e in seconda battuta intercettazioni hanno consentito l’identificazione della stamperia. Il cervello dell’operazione truffa è a Baveno, una tipografia regolare con un discreto giro d’affari e 8 dipendenti.
Al suo interno, tuttavia, di notte o di domenica, lontano dalla vista degli operai, risultati all’oscuro di tutto, sofisticate macchine dal valore di circa 5 miliardi, erano attive per produrre off set, su scala industriale, le banconote contraffatte.
Ad aprile scatta un primo sequestro, di 500 banconote da 50 euro, 25 mila euro. Sequestro tenuto nascosto dai carabinieri per non compromettere l’arresto del pesce grosso. Un altro fermo è stato effettuato a maggio in Belgio; l’uomo bloccato aveva con sé 270.000 euro falsi.
Da qui l’indagine ha intrapreso le piste internazionali.
Certezze via via più consistenti hanno fatto stringere il cerchio, fino a sabato 25 settembre. Allertati da qualche giorno, i carabinieri hanno bloccato al casello autostradale di Besnate, G.G., 44 anni, il titolare della tipografia, con precedenti penali alle spalle. Nella sua auto i carabinieri hanno rinvenuto altre 20mila banconote da 50 euro. I soldi dovevano arrivare a F.R. 48 anni di Vietri di Potenza tramite l’intermediazione di C.M. 56 di Verano Brianza. Per i tre arresto in flagranza di reato. Subito dopo è scattata la perquisizione nella stamperia, dove i militari hanno trovato altre 17mila banconote pronte ad essere immesse nel circuito ed altre ancora in fase di preparazione. Un vero e proprio caveau.
Nella notte di sabato altre ordinanze di fermo sono state emesse dal pm: sei arresti sono stati effettuati questa mattina in tutta Italia, due coinvolti sono risultati irreperibili.
Bocche cucite sugli sviluppi dell’inchiesta che tocca il Belgio, e un altro paese della Ue, rimasto top secret. Sembra invece che la circuitazione dei soldi trovasse canali privilegiati nei paesi con scarsa familiarità con l’euro.
Un’operazione importantissima, hanno sottolineato gli inquirenti, per la quantità del sequestro e perché si è arrivati direttamente alla zecca operativa.
Alto anche il livello raggiunto dai falsari. Un complice, è emerso dalle indagini, era in procinto di finanziare l’ulteriore acquisto di macchinari capaci di un’ulteriore resa mimetica del risultato.
«Abbiamo sventato – concludono il pm e il colonnello Terrasini del nucleo antifalsificazione di Roma – una truffa che avrebbe portato enormi danni all’economia nazionale».
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