Trattativa Azzurra Air, se ne riparla a gennaio
Incontro tra il possibile acquirente Air blu, parti sociali e Provincia per far tornare al lavoro gli ex dipendenti
Nuovo incontro in Provincia per il rilancio di Azzurra Air, la piccola compagnia aerea fallita in luglio. Presente, oltre ai sindacati, al rappresentante di Villa Recalcati e alla società interessata all’acquisto, anche il curatore fallimentare Ermanno Werthhammer. Giuseppe Limongelli, il giudice di Busto Arsizio che ha in mano la pratica, ha stabilito che il 3 gennaio gli ex dipendenti della compagnia fallita saranno licenziati «passo decisivo per permettere ai dipendenti di recuperare i crediti maturati» dice Flavio Nossa, della segreteria provinciale di Cgil. Per la Provincia «è importante che il decreto salva Alitalia sia allargato anche ai dipendenti di Azzurra, è un’opportunità da non perdere», posizione appoggiata da tutti i rappresentanti sindacali.
Nel corso dell’assemblea, la Cisl, rappresentata da Aldo Pignataro, ha appoggiato l’ipotesi che gli ammortizzatori sociali previsti nel salva Alitalia siano applicati anche al caso Azzurra. «Se così non fosse – ha commentato Pignataro – non si esclude che la vicenda possa avere straschi legali». Il che, tradotto, potrebbe consistere nell’impugnazione dei licenziamenti.
La società interessata ad affittare il ramo d’azienda, la Air Blu di Ronchi dei Legionari, provincia di Gorizia, ha manifestato l’intenzione di abbandonare il tavolo della trattativa qualora si paventi quest’ultima ipotesi: «Di fronte a questa posizione non siamo più interessati ad andare avanti – fa sapere Cristiano Carbogno de Simone, rappresentante di Air Blu – . Siamo interessati a rilanciare l’attività di Azzurra e a reinserire gli ex dipendenti, ma siamo un’azienda e non possiamo rimetterci. Se con l’affitto di ramo d’azienda la situazione poteva sbloccarsi in breve tempo, ora si va almeno a settembre 2005, e a pagare il prezzo maggiore sono ancora una volta i dipendenti».
Sia la Provincia che Cgil e Uil hanno manifestato l’intenzione di proseguire sulla strada tracciata: «Abbiamo avviato un percorso trasparente che potrebbe portare circa 200 posti di lavoro – ha chiosato Flavio Nossa –. Prendere posizioni che tolgono ogni possibilità di discussione mi pare fuori luogo, anche perché si è solo cominciato a trattare, nel pieno rispetto dei diritti soggettivi dei lavoratori. Mi auguro che sulla questione si raggiunga una posizione comune».
Il prossimo incontro, intanto, è in programma a gennaio.
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