Trenitalia modifica gli orari «ma la protesta non si ferma»
Timida soddisfazione da parte dei viaggiatori alle nuove corse introdotte da Trenitalia. I pendolari: «Contestiamo il metodo adottato per cambiare l’orario»
«Certo due treni in più sono tanti, ma quello che contestiamo non sono solo le scelte nel “merito” ma anche quelle nel “metodo”». La protesta dei pendolari si farà lo stesso, promette Franco Metta, portavoce dei pendolari della Milano Varese che lunedì andrà in piazza per protestare contro la riduzione delle fermate e i nuovi orari. Così, se oggi è toccata agli studenti, scesi in piazza a centinaia di fronte alla stazione di Varese, lunedì la protesta si sposterà a Milano, in via Taramelli, sotto le finestre della Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia.
Non sono bastate le rassicurazioni della Provincia, fra l’altro già garantite nei giorni scorsi dallo stesso assessore regionale ai trasporti Corsaro. Se infatti le due nuove corse istituite alle 6,45 e alle 7,45 fermeranno anche a Gazzada, Castronno, Albizzate-Solbiate Arno e Cavaria, «nell’orario di punta, e nel “collo di bottiglia” che si forma a sud di Gallarate, la situazione, in termini di fermate, non cambia – afferma Metta». Già domani mattina, infatti alcuni sindaci dei paesi dell’hinterland Milanese scenderanno in piazza con la fascia tricolore per dare sostegno alle richieste dei comuni di Parabiago, Canegrate e Vanzago, che a detta dei pendolari, subiscono i problemi maggiori dalla carenza delle fermate previste dal nuovo orario.
«Quello che i pendolari chiedono e per cui protesteremo è una questione soprattutto di metodo – conclude Metta – : perché Trenitalia ha introdotto un nuovo orario bypassando i comuni? Perché avvicinandoci a Milano le fermate, anzichè aumentare, diminuiscono? Queste domande faremo all’assessore Regionale Corsaro e al dirigente di Trenitalia Barbic che incontreremo questa sera su Telelombardia alle 20.30».
«La soluzione comunicata oggi dalla provincia non ci lascia troppo entusiasti, ma certo è già qualcosa – commenta a caldo Roberto Conte, pendolare della Varese-Milano, che aveva raccolto centinaia di firme sui treni in partenza da Gazzada solo un mese fa – . Per il momento abbiamo sospeso la raccolta delle firme e l’introduzione delle due nuove corse sulla Varese-Gallarate non è poco, ma vedremo cosa succederà davvero dal 13».
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