Gabbavano le banche per poi spacciare assegni fasulli, tre indagati

Sei istituti di credito varesini truffati dal trio di giovani milanesi; sequestrati 5.000 euro in contanti oltre a numerosi libretti falsi

Con falsa identità si spacciavano per clienti dalle buone intenzioni. Un conto corrente, libretti degli assegni pronti per essere firmati e poi via, verso la truffa.
Sono stati fermati dalle volanti della questura di Varese tre giovani venticinquenni di origini milanesi, con precedenti penali, che nel giro di pochissimo tempo avevano già fatto il giro dei principali istituti di credito della città.

Il trucco era sempre lo stesso: uno dei tre entrava in banca e apriva il conto, mentre gli altri due stavano fuori a fare da palo. Giusto lo schema adottato dal terzetto verso le 12 di oggi, in azione alla Banca Popolare di Milano. Ma qualcosa non ha funzionato, e gli agenti li hanno sorpresi con le mani nel sacco.
Grazie a documenti falsi i tre aprivano un conto, si facevano consegnare libretti degli assegni con i quali ottenevano denaro contante. Tutto a spese delle banche, dove ovviamente i conti correnti erano allo scoperto.

La posizione dei tre ragazzi, classe 1981, è ora al vaglio della magistratura. Dalla polizia fanno sapere che sono indagati per i reati di sostituzione di persona, uso di documenti falsi, truffa, ricettazione, falso. In queste ore le attività investigative si sarebbero spostate nel capoluogo lombardo, presso le abitazioni dei giovani.

Diversi gli istituti di credito caduti nella rete: oltre alla popolare di Milano, fanno sapere dalle volanti, anche il Credito Varesino, la San Paolo, il Credito Valtellinese, Banca Intesa, Banca di Roma.
Addosso ai tre almeno 5.000 euro in contanti oltre che ai blocchetti degli assegni di diversi istituti.

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Pubblicato il 24 Febbraio 2005
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