Italia – Svizzera: la sanità abbatte i confini

Sabato 12 marzo 2004,all'Accademia di architettura di mendrisio nel Canton Ticino, Italia e Svizzera si confronteranno sul tema sanità

Nella medicina lo scambio di conoscenze, processi e esperienze avviene a livello globale. Le frontiere e i confini della scienza non ricalcano quelli degli Stati nazionali e non impediscono a medici e ricercatori di  incontrarsi, parlarsi e collaborare.

Lo stesso non si può dire per i sistemi sanitari attraverso i quali le prestazioni mediche vengono erogate ai cittadini. Questi sistemi sono ancora strettamente organizzati secondo criteri nazionali e spesso coesistono, “schiena contro schiena”, senza veramente conoscersi e cooperare. Il convegno nasce dalla constatazione che questa mancanza di conoscenza e collaborazione si riscontra anche la Regione transfrontaliera insubrica.

Con l’entrata in vigore dei trattati bilaterali tra l’Unione europea e la Svizzera i tradizionali intensi rapporti transfrontalieri tra il Cantone Ticino e le Province di Como, Varese, Lecco, Verbano Cusio Ossola e Novara sono destinati ad aumentare ulteriormente e anche il tema della sanità transfrontaliera acquisirà una sempre maggiore attualità per la popolazione e gli operatori sanitari della Regione insubrica.

Il tema delle possibili collaborazioni transfrontaliere in ambito sanitario sta acquisendo una sempre maggior attualità. L’entrata in vigore dei trattati bilaterali tra la Svizzera e l’Unione Europea ha aperto nuovi spazi per un confronto e una cooperazione attivi all’interno della regione transfrontaliera insubrica, analogamente a quanto si sta profilando in altre regioni d’Europa.

Che si tratti di strutture, di conoscenze o di risorse umane, il confronto e il dialogo alla ricerca di complementarietà e sinergie tra chi si trova ad offrire servizi sanitari a pochi chilometri di distanza è un segnale di responsabilità e buon senso.
Nell’intraprendere questo percorso la Comunità di lavoro Regio Insubrica si è fin da subito trovata affiancata dai Lions per la Regio Insubrica e dalle  ASL delle province di Como, Lecco, Varese e Verbano Cusio Ossola, l’ Ente ospedaliero del Cantone Ticino, L’Ufficio del medico cantonale, rappresentanti degli ordini dei medici, i servizi di pronto soccorso, i direttori di alcune strutture sanitarie del territorio insubrico e numerosi medici.

Queste le principali domande: 

 Esistono complementarietà e interessi condivisibili tra i diversi sistemi?
 Quali sinergie e scenari di cooperazione sono ipotizzabili al fine di favorire un migliore uso delle risorse umane, strutturali e formative in ambito sanitario?
 Quale potrebbe essere il valore aggiunto di una cooperazione transfrontaliera?
 Quale la volontà di iniziare un percorso che conduca ad una collaborazione operativa?

Sanità insubrica: inizio di una collaborazione operativa  italo-svizzera è il punto di arrivo degli incontri e delle discussioni degli ultimi otto mesi, ma come esprime il titolo è contemporaneamente il punto di partenza di iniziative concrete di cooperazione. L’adesione alla manifestazione da parte dell’On. Patrizia Pesenti, Direttore del Dipartimento socialità e sanità del Cantone Ticino e del Dott. Carlo Lucchina, Direttore generale della Sanità della Regione Lombardia – le due entità politiche di riferimento – fa sperare nell’assunzione di un impegno in questo senso.

Il volto umano e costruttivo della politica di integrazione europea, può esprimersi al meglio laddove i cittadini dei vari Stati vivono quotidianamente a contatto e le potenziali occasioni di cooperazione si presentano come vitali e praticabili, cioè nelle regioni di confine.

I problemi e le opportunità legati all’apertura delle frontiere e all’aumento della mobilità possono essere anticipati e gestiti attivamente oppure subiti e rincorsi. La cooperazione transfrontaliera, compito e obiettivo politico a livello europeo, vede nella frontiera un motore di sviluppo e si identifica nel primo approccio. Lo spirito che ispira questo convegno ne è un esempio.

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Pubblicato il 10 Marzo 2005
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