Dalla Cina con furore il nemico degli alberi
Si chiama Anoplophora Chinensins l'insetto parassita che attacca le alberature. Spesso l'abbattimento è l'unica cura
La Regione Lombardia, attraverso il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) ed in collaborazione con la Fondazione Minoprio, l’Istituto di Entomologia agraria dell’Università degli Studi di Milano, l’European Biological Control Laboratori U.S.D.A. e A.R.S., sta effettuando sul territorio delle province di Milano e Varese una attività di monitoraggio per accertare la presenza di Anoplophora chinensis forma malasiaca (nella foto, un esemplare).
Tale insetto si è dimostrato particolarmente dannoso e pericoloso in quanto svolge il proprio ciclo riproduttivo come parassita della maggior parte delle piante che vivono nel nostro areale: faggi, aceri, carpini, betulle, platani, noccioli, rose e lagerstroemie, ed attualmente non esiste un vero e proprio mezzo di lotta, che non sia l’abbattimento per le piante che sono state gravemente colpite.
Tale attività, che rientra tra quelle predisposte in un più ampio piano di lotta nei confronti di questo insetto, è obbligatoria sul territorio della Regione Lombardia dal febbraio 2004 ai sensi del D.d.g. della Direzione Generale Agricoltura n. 731 del 26 gennaio 2004 “Modalità di controllo ed eradicazione di Anoplophora chinensis in Regione Lombardia”.
Il territorio del comune di Busto Arsizio ricade nelle fascia di sicurezza, individuata dal SFR nel D.d.g. n.1898 del 11/02/2005, nella zona cioè in cui non risulta la presenza di alcun cerambicide dalle lunghe antenne.
L’attività di monitoraggio svolta, consiste nel controllo di tutte le alberature messe a dimora sul territorio comunale, data la pericolosità di questa specie è rivolto però anche alla cittadinanza, l’invito a segnalare agli uffici comunali preposti la presenza di questo insetto nei propri giardini. I sintomi dovuti alla presenza di questo insetto lungo circa 2,5-3,5 cm dal corpo nero punteggiato sul dorso da macchie bianche e dotato di lunghe antenne, sono:
– Fori circolari alla base delle piante o sulle radici affioranti del diametro di circa 2 cm, attraverso i quali l’insetto adulto fuoriesce;
– Cumuli di segatura alla base delle piante o sulle radici affioranti, risultato dell’attività delle larve;
– Foglie e rami secchi all’interno delle chiome.
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