Animalisti all’attacco: doppiette pericolose nel luinese

Secondo uno studio di Dimensione Animale l'aumento delle abitazioni non permetterebbe di cacciare in sicurezza

E se a causa del fenomeno delle case sparse e del dilagare dell’edilizia non si potesse più cacciare? A pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria, si partirà il 18 settembre, l’associazione Dimensione Animale, armata della planimetria dei paesi dell’Alto Verbano facenti parte del cosiddetto Comprensorio di caccia alpino e di altri ambiti territoriali di caccia, lancia la sua campagna in appoggio all’Associazione italiana delle vittime della caccia per fermare l’apertura della stagione venatoria nel luinese e non solo. «Abbiamo consegnato le planimetrie ai sindaci dei comuni di Mesenzana, Luino e Portovaltravaglia – spiega Wanda Monghini di Dimensione Animale – e, sorpresa, abbiamo scoperto che seguendo alla lettera la legge 157 del 1992 che vieta di sparare entro i 150 metri da abitazioni o strade, ai cacciatori non rimangono che piccoli spazi molto più ridotti rispetto a quelli concessi».
Aiutata da esperti dell’associazione delle vittime della caccia e armata di numerose delibere di altri comuni che hanno dovuto emanare ordinanze di divieto di caccia la signora Monghini vuole arrivare fino in fondo. A Luino alcune zone dove si caccia da sempre, come la collina della Mina, non sarebbero più idonee grazie alla costruzione di nuove villette e appartamenti e attorno a Luino l’unica zona rimasta è una parete di roccia tra Colmegna e Dumenza di 120 metri per 70. Ma il sindaco di Luino Gianercole Mentasti non è intenzionato ad emanare nessuna delibera: «Ci sono le guardie venatorie e un assessorato provinciale predisposti a verificare gli spazi disponibili alle doppiette – ha commentato – dunque non sta all’amministrazione comunale decidere». Anche il presidente dell’associazione Italcaccia varesina Germano Evangelisti si difende:«Siamo certi di rispettare tutte le distanze previste dalla 157 – spiega Evangelisti – e in quarant’anni cè stato un solo episodio di ferimento peraltro leggero». Evangelisti spiega inoltre che i comprensori varesini hanno spazi regolari anche per il rifugio degli animali cacciati, più del 10% del territorio previsto dalla legge, e la severità dei guardiacaccia della Provincia è garanzia di rispetto delle distanze. Ma il problema sollevato da Dimensione Animale non va sottovalutato e l’aumento delle abitazioni decentrate è un dato di fatto. Insomma, se non da quest’anno, dagli anni prossimi si potrà assistere all’interdizione della caccia in alcune zone da sempre considerate «buone» per le doppiette che, solo nel Comprensorio alpino del Nord verbano sono 240.

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Pubblicato il 10 Settembre 2005
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