Il nostro ospedale, fantasma di una splendida tradizione

di Pier Fausto Vedani

Efficienza, dinamicità, tempi rapidi  per le scelte e il servizio alla comunità sarà migliore.  Erano semplicemente perfetti i cardini di alcune riforme   volute da padri nobili della politica eppure abbiamo dovuto constatare che i risultati dell’ applicazione  pratica dei nuovi principi sono stati  spesso inadeguati per la comunità  e  a volte addirittura   una  ferita inferta alla  partecipazione  democratica.

In campo sanitario la trasformazione in aziende degli ospedali ha introdotto una  cultura del bilancio che può essere attivo o in pareggio solo e sempre a danno degli ammalati. Che non sono dipendenti da cassintegrare.

E  per la cultura della perfetta gestione niente di meglio del manager, ovvero il tecnico delle aride cifre; manager unico, assai manovrabile dal potere regionale  quindi ineccepibile esecutore di ordini dati da lontano, da politici che a volte non  conoscono  anima e storia di una comunità mai presa in considerazione per la gestione di  una   istituzione che più delle altre  la riguarda da vicino.

E’ anche per questi motivi che il nostro ospedale oggi è  il fantasma di una splendida tradizione e non è più amato da Varese città colonia di un Pirellone che non conosce o non vuole conoscere i valori della partecipazione  democratica. Esagero? Mica tanto: infatti  se per ipotesi   la  guida della nostra sanità   dovesse  arrivare da lontano, magari da Reggio Emilia, ci accorgeremmo  dell’importanza   della partecipazione. Il presidente della provincia reggiana è per legge il responsabile della sanità di  tutto il territorio che amministra: il sindaco di   Reggio a sua volta è la prima  autorità sanitaria della città. E a queste autorità si aprono i tavoli di consultazione  ogni volta che  l’istituzione sanitaria  prende  decisioni   destinate ad avere  sulla popolazione riflessi  non squisitamente di scienza medica.

E così  non c’è partecipazione allargata sulla  nomina di un primario, ma certamente sulle scelte che riguardano urbanistica, strutture, servizi. L’ìnformazione concerne addirittura  la nomina dei direttori delle aziende sanitarie. Può darsi che ci siano specifiche norme regionali in merito, di sicuro c’è molta intelligenza  e anche attenzione  reale alle necessità della gente.

A Varese si è costruito il nuovo ospedale  nel  peggior posto possibile: a Reggio  Emilia non sarebbe  mai  accaduto.

A Varese  è stata istituita una commissione comunale che  non ha poteri  quando il controllo da sempre   avrebbe potuto  effettuarlo il sindaco, appunto numero uno della sanità   cittadina.

Per il futuro ci  potrebbero essere, finalmente, atteggiamenti diversi. Sindaco e presidente della provincia hanno  il diritto-dovere di rappresentare i varesini  in una sanità che non li  convince più.

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Pubblicato il 14 Ottobre 2005
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