Pretura a Luino: che fine ha fatto?
A sei anni dalla costruzione della sua nuova sede la pretura non ha mai fatto ritorno a Luino e la legge che potrebbe riportarla è ferma alla Camera da tre anni
Chiamarla ex-pretura suonerebbe come una presa in giro, palazzo della pretura anche e palazzo del Giudice di Pace, forse, altisonante. L’edificio che avrebbe dovuto ospitare la pretura di Luino, precedentemente ubicata nel palazzo delle Poste, non l’ha mai ospitata e, a sei anni dalla sua costruzione, rimane lì, semivuoto e imponente. Centinaia di metri quadri di uffici restano vuoti dopo la decisione del precedente governo di tagliare le sedi distaccate delle preture.
Poi si decise che Gavirate avrebbe avuto la sezione distaccata del Tribunale di Varese lasciando Luino a bocca asciutta e una
comunità di 55 mila abitanti costretta a fare trasferte da, minimo, trenta chilometri per recarsi al cospetto del pretore. La battaglia politica per riportare la pretura a Luino non ha ancora trovato il suo finale dopo che il senatore Piero Pellicini era riuscito tra il 2000 e il 2003 a portare la questione prima in commissione giustizia con un disegno di legge che riportava la Pretura a Luino, approvato all’unanimità, e poi al Senato dove venne riapprovato all’unanimità.
Dal 2003 il disegno di legge è bloccato alla Camera e non è ancora stato discusso nonostante le pressioni del senatore luinese. Intanto la struttura, utilizzata solo dal giudice di pace, resta vuota al primo piano con i primi segni dell’incuria tra crepe e controsoffitti che non reggono le infiltrazioni d’acqua. La struttura, costata nove miliardi di vecchie lire, è vittima di un’altra incredibile incongruenza. Lo stabile è di proprietà del Comune di Luino ma a disposizione del Ministero di grazia e giustizia il quale non permette altri utilizzi al momento. Anche la volontà dell’amministrazione comunale di trasferirvi alcuni uffici ha dovuto cozzare con questa difficile situazione.
L’unica speranza per veder vivere la cattedrale nel deserto è lo sblocco dell’iter parlamentare ad un passo dalla sua conclusione per riportare quella che il territorio reclama a gran voce e che per più di cento anni nessuno si è mai sognato ditogliere a Luino, la pretura.
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