Fondi propri per le comunità montane con il federalismo fiscale
Il presidente dell'Uncem a Luino difende il ruolo degli enti montani sovracomunali
Se le comunità montane sono soggetti istituzionali riconosciuti dalla Costituzione allora devono avere fondi propri approfittando del federalismo fiscale che sta nascendo. Basta alla finanza derivata. Questo il messaggio giunto ieri sera dagli stati generali delle quattro comunità montane della provincia di Varese che si sono riuniti ieri sera a Palazzo Verbania insieme al presidente dell’Unione nazionale delle comunità montane Enrico Borghi. L’incontro è stato organizzato dalla Margherita per fare chiarezza sulla situazione delle comunità montane dopo i tagli al fondo per la montagna deciso nell’ultima finanziaria. A moderare gli interventi è stato Alessandro Alfieri, membro del coordinamento provinciale della Margherita a Varese. In un lungo discorso il presidente dell’Uncem Borghi è stato chiaro nel definire le sfide dell’Uncem e cosa cambierà nelle comunità montane. I presidenti presenti a partire da quello della Valcuvia Marco Magrini hanno risposto positivamente esaltando il ruolo importantissimo svolto da questi enti nelle zone montane della provincia disagiate sotto molti aspetti. «Non possiamo essere declassati – spiega anche Maria sole De Medio della Valganna Valmarchirolo – perchè ormai siamo diventati un livello vitale per i micro-comuni che compongono il nostro ente». Basti guardare, gli fa eco Andreoletti della Valceresio, ai piani di zona e a tutti gli interventi di salvaguardia dell’ambiente montano. Insomma le comunità montane concordano tutte su di un punto che è quello della loro necessità per l’organizzazione del territorio e per la delega di alcuni servizi sovracomunali al fine di spendere in definitiva meno risorse inutilmente e massimizzarle su un’area più ampia del singolo comune. Anche la gestione della raccolta dei rifiuti ha visto protagonista la comunità montana delle Valli del Luinese rappresentata ieri sera dal vice-presidente Ido Locatelli. «Ora sta ai politici – ha detto in conclusione Borghi – riempire il vuoto legislativo che ci separa dall’attuazione della Costituzione legiferando al fine di riconoscerci come nuovo soggetto inserito nell’ottica del federalismo politico e fiscale». L’elenco dei risultati conseguiti da questi enti è sicuramente lungo dalla difesa dell’ambiente alla rivalorizzazione della vita di montagna e dei suoi prodotti, dal turismo alla gestione associata di rifiuti e servizi sociali. Il loro ruolo appare sempre più quello di un nuovo livello istituzionale che non può più essere eliminato.
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