La satira ai tempi di Mazzini. 200 immagini per leggere il Risorgimento
Dal 15 al 29 gennaio 2006 in mostra agli Studi Patri l'iniziativa organizzata dalla Fondzione Culturale “1860 Gallarate Città”
Dopo il grande successo del primo “Gallarate Gospel Nights Festival”, che ha raccolto oltre duemila presenze, la Fondazione Culturale “1860 Gallarate Città” prosegue nelle scelte di ampio respiro proponendo al pubblico, in collaborazione con l’Associazione Mazziniana Italiana, dal 15 al 29 gennaio 2006 la mostra “La satira ai tempi di Mazzini”, organizzata dal Museo della Satira di Forte dei Marmi e dalla Domus Mazziniana di Pisa, che andrà a concludere le manifestazioni in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini che si sono svolte per tutto l’arco del 2005.
La mostra, che avrà sede al Museo degli Studi Patri di via Borgo Antico 4, propone oltre duecento caricature italiane tra il 1805 e il 1872 (anni di nascita e di morte di Mazzini), offrendo una documentazione inconsueta, eppure interessante e significativa, del periodo rinascimentale e dei suoi protagonisti. L’esposizione ricerca e mostra addirittura i pochi esempi ritrovati della caricatura italiana prima del 1848, anno in cui, divenendo più tollerante il controllo della censura, con la comparsa a Milano del primo numero del giornale satirico “Spirito Folletto”, si ebbe in un certo senso l’esplosione della satira politica che accompagna gli ideali di libertà, indipendenza e unità che segneranno quegli anni. Fino a quel momento mancava da noi una vera e propria tradizione caricaturale e anche il ricorso alla litografia per illustrare le diverse pubblicazioni avveniva di rado. In quegli anni il programma dei periodici umoristici risorgimentali diventa in un certo senso “dire con la matita più di quanto non fosse concesso alla penna”: è una satira problematica e forte e la mostra che ne raccoglie svariati esempi si pone anche come punto di partenza per diversi spunti di analisi e riflessione: da un’immagine grafica di Mazzini spesso stravolta e irriconoscibile a un onnipresente e discusso Garibaldi, figura che non aveva un ruolo istituzionale e che dunque diventava bersaglio “lecito” per le critiche, da un anticlericalismo che non giunge però mai al vilipendio della religione a una satira che diventa strumento veramente eccezionale per la formazione di una cultura politica diffusa e che si arricchisce di un rapido progresso nelle tecniche grafiche. Anche questo mutarsi del tratto caricaturale è ben rappresentato nell’ampia carrellata di immagini esposte in mostra, permettendo un chiaro e interessante confronto fra i primi, incerti disegni del 1848 e le maestose scenografie che appaiono fin dai primi anni ’50.
L’inaugurazione della mostra è in programma domenica 15 gennaio alle 10.30, con gli interventi del curatore Andrea Bocchi e del professor Robertino Ghiringhelli. Gli orari di apertura al pubblico della mostra sono: da martedì a domenica dalle 10.00 alle12.00; sabato e domenica anche dalle 16.00 alle 18.00
Informazioni per il pubblico:
www.fondazioneculturalegallarate.it – E-Mail: fondazione@comune.gallarate.it
Tel. 0331 754313/4/5 – Fax 0331 754313
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