Insubria e Suspsi insieme per rivitalizzare l’arte dello stucco

Presentato il progetto che mira a recuperare e conservare i manufatti in stucco realizzati tra il tardomanierismo e neoclassicismo

L’Università dell’Insubria in collaborazione con la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, sta realizzando un progetto dal titolo "L’arte dello stucco nel Parco dei Magistri Comacini (Intelvesi, Campionesi e Ticinesi) delle Valli e dei Laghi: valorizzazione, conservazione e promozione".

 

Il progetto prevede la realizzazione di itinerari tra Ticino e Lombardia alla scoperta di manufatti in stucco realizzati dalle maestranze locali tra tardomanierismo e neoclassicismo e non ancora valorizzati. Il progetto si sviluppa lungo l’arco di due anni e si articola in quattro fasi principali di studio della storia e dell’arte dello stucco, di documentazione iconografica e fotografica, di conoscenza e conservazione di una selezione di manufatti in stucco e infine di organizzazione e valorizzazione degli itinerari tramite pubblicazioni, convegni, supporti multimediali.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione di restauri esemplari.

I Partner coinvolti nel progetto sono: l’Associazione Appacuvi, il Politecnico di Milano, l’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR, l’Università di Pisa, il Comune di Campione d’Italia, la Comunità Montana Lario Intelvese, la Parrocchia di S. Lorenzo di Laino.

Nell’ambito della I Fase del Progetto ‘L’arte degli stucchi’ il Centro si occupa della ricerca archivistica condotta presso gli archivi parrocchiali delle località in questione, rivolta in particolare ad un esame sistematico degli “Status animarum” per ricostruire le dinastie lato sensu degli artisti.

La prima fase della ricerca (Catalogazione delle opere e degli artisti) ha come finalità un’indagine ampia sugli artisti autori di sculture in stucco nell’area studiata dal progetto nella bibliografia esistente: monografie sugli artisti; monografie sui monumenti e sulle entità museali; contributi di erudizione locale; dati contenuti in testi di carattere più generale (storico, storico-artistico, corografico); guide locali e non; informazioni “di rimando” nella principale bibliografia estera sugli artisti colà operosi.
La ricerca archivistica verrà condotta tramite lo spoglio delle cartelle “Fabbriceria” e dei “Libri mastri”degli archivi parrocchiali delle località in questione, l’esame sistematico degli “Status animarum” in tali archivi per ricostruire le dinastie lato sensu degli artisti, l’esame di parte del Fondo Notarile presso l’Archivio di Stato di Como.
L’analisi dei complessi monumentali con decorazioni in stucco avverrà attraverso una catalogazione analitica, volta a distinguere le campagne in scansione cronologica, le autografie individuali e di bottega, il senso iconografico e iconologico, le dinamiche di committenza.
In parallelo, l’elenco degli artisti stuccatori non si limiterà alla sequenza cronologica personale e alla seriazione delle opere documentate o ascritte, ma rintraccerà la rete delle botteghe, delle associazioni temporanee, delle macroalleanze finalizzate, in dialettica continua fra rapporti parentali, accordi operativi e nessi stilistici.
La schedatura informatica avrà lo scopo di un sostegno di rete di queste interrelazioni, con un uso del data base il più possibile duttile e capace di letture incrociate.

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Pubblicato il 04 Maggio 2006
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