Marzaro: «Una squadra giovane per il futuro di Cittiglio»
«La giunta Galliani è stata a lungo immobile. Noi vogliamo riportare il paese al centro dell'attenzione»
Cosa spinge un politico di lungo corso a ricandidarsi nel proprio paese, ad una carica già ricoperta per tre mandati (dall’88 al 2001), cinque anni dopo il proprio addio alla poltrona di primo cittadino? «La consapevolezza di avere una squadra giovane con me, la certezza che loro siano l’investimento per la Cittiglio del futuro».
Manolo Marzaro (nella foto), 53 anni, cittigliese da sempre anche se ora abita a Casalzuigno («ma la mia origine è riconosciuta da tutti») è dipendente dell’Ospedale di Varese e presidente della Fondazione che gestisce la casa di riposo di Casalzuigno, oltre a ricoprire l’incarico di capogruppo dei Ds in consiglio provinciale.
Ha parlato di squadra giovane: come è stata composta la lista "Insieme per Cittiglio"?
«Io credo che la nostra compagine sia l’unica vera novità in paese, la sola lista che guarda al futuro. Presentiamo molti volti giovani già conosciuti e attivi nelle diverse associazioni di Cittiglio, abbiamo lo stesso numero di uomini e donne (8 ndr): ritengo che il nostro sia un vero e proprio investimento sul futuro della comunità. E all’obiezione sulla mia presenza come candidato sindaco, rispondo che la mia disponibilità è arrivata su precisa richiesta dei componenti di "Insieme per Cittiglio", come condizione vincolante al loro impegno».
Dopo la sua esperienza da primo cittadino lei ha avuto anche ruoli di alto livello nella politica provinciale. Non ritiene una "retrocessione" il suo ritorno a Cittiglio?
«No, non la vivo in questo senso. Sono tuttora capogruppo in consiglio provinciale e a questo riguardo sto lavorando per il progetto dell’Ulivo su Villa Recalcati. Poi in questi anni ho maturato un’esperienza che mi ha portato a conoscere meglio i meccanismi amministrativi e a conoscere personalità con cui ho rapporti molto positivi. Penso che tutto ciò possa rivelarsi utile anche per il mio Comune, nel caso dovessi essere eletto».
Se dovesse vincere, quali sarebbero le prime situazioni a cui vorrebbe mettere mano?
«Abbiamo individuato alcune problematiche da risolvere al più presto. Innanzitutto negli ultimi anni sono state fatte scelte sbagliate in materia di gestione del personale che hanno avuto ricadute negative sulla funzionalità degli uffici comunali. Parlo di un’umiliazione della professionalità dei dirigenti: va subito recuperato un clima di fiducia in cui le funzioni politiche siano separate da quelle gestionali. Inoltre abbiamo un’altra grande preoccupazione riguardo al bilancio: tra il 2003 e quest’anno è stato esaurito tutto l’avanzo che aveva lasciato la mia amministrazione ed è stato quadruplicato l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione. Questi dovrebbero essere fondi straordonari, invece sono utilizzati per pareggiare le perdite ordinarie: una manovra che non può durare a lungo».
Lei è piuttosto critico verso l’operato dell’amministrazione Galliani. Quali altre cose non le sono piaciute?
«Questa Giunta nei primi quattro anni del proprio mandato si è occupata solo di completare opere già finanziate dalla mia precedente amministrazione: mi riferisco ai tratti di fognatura al Molinazzo e a Pianazza dove è stato finito il parcheggio, ma nulla più. Poi quest’anno c’è stato un po’ di risveglio, con i lavori al piazzale della chiesa, un intervento che peraltro preclude quello che era stato pensato con il Piccolo Teatro il quale prevedeva il recupero della Casa Corti. Lì poteva sorgere il "Museo del costume" per il quale si poteva provare ad accedere a un apposito fondo comunitario: purtroppo non se ne farà nulla».
L’obiettivo a medio termine che si propone "Insieme per Cittiglio", quello per cui chiede il voto ai cittadini?
«Cittiglio deve tornare ad essere protagonista nel panorama provinciale, un circuito dal quale è ora ai margini; penso al piano territoriale ma anche alla Comunità Montana della Valcuvia. Non possiamo permetterci di perdere altri treni importanti: è evidente che il territorio del Medio Verbano sta attraversando un periodo di crisi sul piano dell’occupazione industriale. La svolta passa per un rilancio turistico della zona, un’altra tematica sulla quale insistere.
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