L’Unione si divide sulle dimissioni di Conte

Ds, Margherita e Rifondazione scelgono un profilo basso ma unitario, il Pdci attacca il resto della coalizione: «Il nostro candidato è stato abbandonato»

Le dimissioni di Antonio Conte dal Consiglio comunale, annunciate con una lettera alla stampa, sono state un fulmine a ciel sereno per buona parte del centrosinistra. E’ sempre un duro colpo da assorbire il ritiro dalla scena politica del proprio candidato sindaco, soprattutto se questo avviene a pochi mesi dalle elezioni.

 

E’ per questo motivo che Ds, Margherita e Rifondazione comunista affidano il proprio commento sulle dimissioni ad un breve comunicato stampa, denso di parole di stima e riconoscenza per Conte ma assolutamente privo di ogni considerazione politica. I tre partiti del centrosinistra non raccolgono nemmeno l’allusione fatta del consigliere dimissionario riguardo una presunta scarsa unità della coalizione, che non ha permesso la formazione di un gruppo unico a Palazzo Estense, costringendo il candidato sindaco ad isolarsi nel Gruppo misto. Per le valutazioni politiche ci sarà tempo in seguito, ora l’importante è far vedere che l’Unione non ha divisioni al suo interno e tiene nonostante le dimissioni del suo leader.
«Ringraziamo il dott. Conte per essersi prestato, con grande spirito di servizio, a fare il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni amministrative – si legge nel comunicato firmato dai capigruppo e dai segretari cittadini dei tre partiti – gli dobbiamo riconoscenza perché accettare di mettere la propria faccia per combattere una battaglia difficile non é da tutti. Allo stesso modo gli dobbiamo riconoscenza per i preziosi consigli che, in questi mesi passati al suo fianco sui banchi dell’opposizione, ci ha dato. Comprendiamo, tuttavia, che stare all’opposizione, a volte, può essere frustrante e deprimente e richiede un enorme spirito di sacrificio a favore della collettività».

 

Il comunicato non è stato però sottoscritto dal Pdci, che nel commentare la vicenda usa toni ben differenti dai compagni di coalizione. «Le dimissioni erano nell’aria, Conte è stato prima sfruttato e poi lasciato a sé stesso – accusa il consigliere Giuseppe Pitarresi – il centrosinistra lo ha scelto come candidato sindaco all’ultimo momento, per poi non prenderlo mai in considerazione né sulla stampa né in Consiglio comunale». Sul Conte “sedotto e abbandonato” Pitarresi accusa i compagni di coalizione. «Non si può presentare una personalità non politica, un tecnico, e poi non sostenerlo dopo le elezioni – spiega l’esponente del Pdci – Conte ha messo a disposizione il suo tempo, rimettendoci anche dei soldi, per spirito di servizio e questo è il l’epilogo della sua avventura in politica».

 

Oltre alla solidarietà dei comunisti italiani, Conte riceve anche gli attestati di stima del “rivale” Attilio Fontana. «Umanamente mi dispiace – afferma il sindaco di Varese – Antonio Conte era un persona che stimavo, un avversario corretto, credo che avrebbe potuto dare un contributo importante ai lavori del Consiglio comunale». Nessuna autocritica, tuttavia, sull’atteggiamento dell’amministrazione comunale nei confronti della minoranza, citato dallo stesso Conte quale uno dei motivi delle sue dimissioni. «Questo passaggio è sbagliato come impostazione – spiega Fontana – la maggioranza è sempre stata leale con l’opposizione, il recente Consiglio comunale sui Mondiali di ciclismo è un esempio di quella volontà di dialogo e confronto che perseguiamo. Detto questo, noi abbiamo però sempre dichiarato che non cerchiamo consociativismi, un conto è ascoltare le ragioni e le proposte della minoranza, altra cosa coinvolgerla direttamente nell’azione di governo; questo non è possibile e Conte, uomo di istituzioni, non può lamentarsi se non accade».

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Pubblicato il 27 Ottobre 2006
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