Acqua, procedura di commissariamento per i “Comuni ribelli”

Tradate, Catelseprio, Lonate Ceppino, Caronno Varesino, Castiglione non hanno aderito all’Ato. Giovedì nuovo incontro con la direzione tecnica per una soluzione, altrimenti ci sarà l’intervento del commissario ad acta

Tradate, Catelseprio, Lonate Ceppino, Caronno Varesino, Castiglione Olona. Cinque comuni che che non accettano di aderire all’Ato, ambito territoriale ottimale, dove dovrebbero confluire tutte le proprietà degli acquedotti provinciali. Tutti gli altri Comuni della provincia di Varese hanno fatto il loro dovere e hanno aderito al nuovo organo che sovrintenderà la gestione dell’acqua. Ma non i cinque “ribelli” che si sono trovati ancora venerdì sera in comune a Tradate in preparazione dell’incontro con la segreteria tecnica dell’Ato in programma, sempre a Tradate, giovedì mattina.
La situazione è degenerata negli ultimi giorni dopo che dall’Ato è stata avviata la procedura di commissariamento in Regione per i cinque comuni, riguardo soltanto le competenze in materia di acqua. In poche parole, se Ato e Comuni “ribelli” non dovessero arrivare a un accordo, arriverà un commissario ad acta che firmerà al posto dei sindaci l’adesione di questi comuni all’Ato. In quanto, per legge, questo ente deve essere creato entro il 2007.

«Il problema è quello che non c’è stato alcun dialogo fino ad oggi, ci hanno messo davanti il fatto di aderire all’Ato e basta, senza alcuna discussione per migliorare il progetto» spiega il sindaco di Tradate, Stefano Candiani. Ma per i cinque comuni non si tratta di una questione di principio, ne va della corretta fruizione del servizio da parte dei cittadini: «Non abbiamo chiesto molto, chiediamo solo di sederci intorno a un tavolo e parlare di alcuni aspetti che noi consideriamo importanti – spiega in sindaco di Castiglio Olona, Giuseppe Battaini -. Il primo è la territorialità: non sappiamo nulla di come poi sarà gestito il servizio. Oggi la sciura Maria va nei nostri uffici e ha un rapporto diretto per un malfunzionamento del servizio che fa direttamente capo al Comune, siamo così vicini al problema del cittadino. Domani con l’Ato cosa succederà? Noi a chi ci rivolgeremo? Non saremo più rsponsabili direttamente del servizio. Cosa diremo alla sciura Maria?»

Per i cinque comuni, vi sono poi altri problemi, come il fatto che, secondo l’Ato ogni comune farà parte della società per la quota di acquedotto che occupa sul territorio provinciale. «Ma in questa maniera le decisioni importanti verranno prese solo dai grandi comuni, non ci sarà spazio per i piccoli – spiega Candiani -. E poi non si dve tralasciare il costo dell’acqua, che sarà sì destinato ad aumentare, ma come?». «Noi proponiamo che non vi sia una tariffa unica per tutta la procincia, ma vi siano fasce diverse, a secoda di zone omogenee – prosegue Battaini -. Siamo propositivi, non vogliamo bloccare tutto il progetto, vogliamo solo che lo si possa migliorare».

«Il comportamento dell’Ato è stato scorretto finora – prosegue Candiani -. È stato fatto passare il tempo necessario per avviare la procedura di commissariamento». Nei giorni scorsi i cinque comuni hanno avuto già un incontro in Regione in cui hanno esposto le loro rimostranze al progetto: «Era presente anche la segreteria tecnica dell’Ato. La Regione ha ascoltato le nostre richieste e pare ci sia stata un’apertura sia da Regione che da Ato. Vediamo cosa emerge dall’incontro di gioverdì». Rimane comunque la spada di Damocle del commissariamento, una sorta di minaccia per i cinque comuni.
«Sì, siamo speranzosi che si possa arrivare a una soluzione – conclude Candiani -. Quello che non vorremo sarebbe una presa di posizione di forza, ovvero che arrivi il commissario a firmare per noi. Anche perché noi non ci arrenderemmo di certo, lotteremo con le unghie per essere ascoltati, anche se ciò dovesse accadere. In fondo anche l’Ato potrebbe essere commissariato se non dovesse essere operativo entro i termini di legge. L’acqua è un bene primario che va tutelato e non solo sfruttato: deve essere garantito ai cittadini».

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Pubblicato il 18 Novembre 2006
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