“Piantatela di escluderci”
Yapi Yapo rappresentante del partito degli immigrati commenta la decisione del consiglio comunale che ha bocciato l'ingresso di un immigrato come consigliere aggiunto
«Porca miseria, ma come è possibile che in questa città quando si parla di immigrato e stranieri c’è solo tensione. Io vivo qui da trent’anni, i miei figli da 25, e non c’è il desiderio da parte dell’amministrazione comunale di stabilire un rapporto, una conoscenza con la realtà degli immigrati. E poi parlano di integrazione». Daniel Yapi Yapo è molto arrabbiato. Lui , 48 anni, predicatore battista, ivoriano di nascita, ma bosino per scelta, è convinto che la decisione del consiglio comunale di bocciare l’ingresso di un consigliere aggiunto, appunto un immigrato, sia deleteria.
Yapi Yapo, però lei è stato candidato nelle liste della Margherita e non è stato eletto. Vuol dire che i cittadini non l’hanno voluta. È una regola democratica: i rappresentanti del popolo li sceglie il popolo.
«Diamine, ci mancherebbe. Sono d’accordo, per me è stata una magnifica esperienza e ringrazio ancora la Margherita per l’opportunità. Il problema è un altro».
Qual è?
«Che se io fossi stato eletto essendo il rappresentante del partito Ubuntu (partito degli immigrati ndr.) avrei fatto da trait -d’union, cioè da collegamento tra il mondo politico e il mondo degli immigrati. Il consigliere aggiunto era importante eleggerlo perché avrebbe avuto questo ruolo. È importante che ci sia, c’è voglia di collaborare. E poi sarebbe stata una straordinaria palestra di allenamento per il futuro, vedere da vicino come funziona l’amministrazione. Che paura hanno: il consigliere aggiunto è un uditore, senza diritto di voto. Un’occasione persa».
Si aspettava questa decisione?
«Nei corridoi di Palazzo Estense se ne parlava e quando ho visto l’esito della votazione ho provato rabbia e delusione. A Brescia o a Novara le cose funzionano diversamente. A chi giova tutto questo? Tutta questa tensione inutile. Mah».
Lei sa che un consigliere della Rosa nel pugno e quindi dello schieramento che aveva fatto la proposta ha votato contro?
«Lo so e me ne dispiace. Ma quello che la politica italiana rispetto agli immigrati non vuole capire è che siamo una realtà che vive, lavora e spera in questo paese. Piantatela di tenerci ai margini».
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