I Verdi: «Inquinamento, situazione critica… e cronica»

Il portavoce Andrea Damin critica l'impostazione dei blocchi del traffico da parte della Regione

 

Riceviamo e pubblichiamo

Domenica 28 gennaio,
giorno del blocco della circolazione deciso dalla Regione Lombardia,
sarà una giornata di certo particolare, che non ci salverà
comunque dall’inquinamento da smog che avvelena la nostra aria.

 

Non ci salverà
nemmeno dall’inquinamento globale, che grazie soprattutto a due
potenze come USA e Cina, sta sconvolgendo il clima mondiale, il
nostro inverno e le nostre stagioni.

 

Per le città del
Sempione, per noi di Busto Arsizio, l’inquinamento è
diventato un fatto cronico e deleterio, continuo, con un forte
impatto sulla nostra salute.

 

I periodi critici sono
ormai distribuiti lungo tutto l’anno. Per l’inquinamento
atmosferico si parla di periodo invernale, in particolare da ottobre
a marzo per il Pm10, e di periodo estivo, da giugno ad agosto, per la
produzione di gas ad effetto serra.

 

Le normative europee in
merito al Pm 10 prevedono il limite massimo di 35 giorni all’anno
con concentrazioni non superiori ai 50 microgrammi
e il limite di 40
microgrammi come media annuale.

 

Quasi nessun paese
dell’Unione Europea, Italia esclusa, ha difficoltà a
rispettare la media annuale di 40 microgrammi di Pm10, mentre le
difficoltà generali riguardano il rispetto dei 35 giorni
annuali di sforamento.

 

Dai dati forniti
dall’ARPA nel suo rapporto sulla qualità dell’aria di
Varese e Provincia risulta che la centralina presente a Busto per il
rilevamento del Pm 10, quella ad Accam, ha segnalato valori per una
media annuale superiore ai 40 microgrammi di Pm 10 e sforamenti dai
valori limiti per la protezione della salute umana per oltre 120
giorni all’anno
.

 

Almeno un giorno su tre,
dunque, il Pm 10 supera a Busto i valori di allarme per la tutela
della salute umana previsti dagli organismi europei. Nel gennaio di questo
nuovo anno il Pm 10 ha raggiunto valori di ben due o tre volte
superiori alla soglia di allarme, come il giorno 6 con 149
microgrammi e il giorno 10 con 107 microgrammi. Siamo dunque in una
situazione critica, ma comune a tutta la Regione e a tutta la Pianura
Padana.

 
 
 

Dedicare una giornata
all’ambiente, bloccando il traffico, è senz’altro utile a
mobilitare la coscienza civica di ogni cittadino verso la
problematica ambientale. Per contro, non è
concepibile che il blocco riguardi alcune realtà e non altre
,
che riguardi Milano, Como, Bergamo, Brescia, la zona del Sempione e
non l’intera Pianura Padana. Le istituzioni politiche
dovrebbero dimostrare di agire in modo coerente e coordinato, con un
piano organico in materia, tempestivo, in modo tale che ogni
cittadino possa poi collaborare attivamente, in quanto, come tutti
sanno, in questo caso l’inquinatore è anche l’inquinato.

 

 

 
 

Proprio partendo dal
comportamento individuale si può tentare di dare una svolta. Occorre utilizzare, ad
esempio, come sottolineato dalla recente campagna di Legambiente
“Mal’Aria”, ogni qual volta si può, il trasporto
pubblico. L’Istat ci racconta da
anni, che dopo l’abitazione, l’automobile è la seconda
voce di spesa per le famiglie
, sia per l’acquisto, sia per il suo
mantenimento.

 
 

 

 

L’automobile
rappresenta in molti casi anche il primo contributo individuale
all’inquinamento. Scegliere in futuro
l’acquisto di un’auto non inquinante potrà portare un
vantaggio economico, la possibilità di circolare sempre, e un
segno individuale incisivo per un ambiente migliore, più sano,
più naturale. Un proverbio africano
dice: “Considera la Terra non come tua, ma come presa in prestito
dai tuoi figli”. Ragionando in questo
modo, con questa coscienza, il mondo non potrà che essere
migliore.

 
 
 

 

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Pubblicato il 24 Gennaio 2007
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