Primo provvedimento di Mascetti: Bongini fuori dal Carroccio
L'espulsione dell'assessore ai Servizi Sociali verrà formalizzata dopo il primo direttivo provinciale utile. Rizzi: "Inevitabile, le sue scelte non più in linea con il movimento"
Era nell’aria da giorni, ma la certezza è arrivata quando Fabio Rizzi, segretario provinciale della Lega Nord ha nominato Andrea Mascetti come commissario della sezione gallaratese: Roberto Bongini non può più far parte del Carroccio, le sue idee non collimano più con quelle del partito. Da una settimana in carica, Mascetti è intervenuto come un carro armato, confermando la sua nomea di duro e puro, nel movimento cittadino, senza più i vertici dopo le dimissioni dell’ex segretario Sandro Rech: il suo primo provvedimento segna la fine dell’avventura di un uomo che alla Lega Nord ha dato tanto, ha fatto l’assessore nella giunta Mucci per i primi 5 anni e ha meritato la conferma ai Servizi Sociali dopo le elezioni dello scorso aprile, sempre con il simbolo di Alberto da Giussano ben visibile sul petto. Apprezzato da tutti, politici (il primo cittadino Nicola Mucci in testa) e cittadini, per il suo lavoro, Bongini (estromesso ovviamente anche dal direttivo cittadino del Carroccio del quale era membro, votato dai militanti della sezione cittadina) non vuole rilasciare dichiarazioni: nelle scorse settimane disse di voler rimanere leghista dentro, a prescindere dalle decisioni dei vertici provinciali.
La scintilla che ha provocato la presa di posizione del partito di Umberto Bossi è stata la decisione di Bongini, ribadita in più circostanze, di non voler accettare l’invito a dimettersi, giunto dopo la “crisi” tra la Lega e il resto della maggioranza a Gallarate «per proseguire il lavoro per il bene dei cittadini e della città», spiegò Bongini.
«Mascetti mi ha comunicato la decisione di espellere Bongini nella serata di ieri, mercoledì 28 marzo – spiega Fabio Rizzi -: dopo l’ennesimo colloquio tra il commissario della sezione leghista di Gallarate e l’ormai ex membro del partito non c’è stato nessun chiarimento. A questo punto la sua espulsione è inevitabile: il provvedimento è già operativo e verrà formalizzato dopo il primo direttivo provinciale utile, credo dopo Pasqua». È da registrare l’uscita di scena di un altro pezzo di storia leghista del Sud della provincia, dopo Angelo Luini a Gallarate, Renato Chilin a Samarate, Luigi Rosa a Busto Arsizio e, ultimi ma non ultimi, Domenico Uslenghi e Roberta Vignati a Cassano Magnago, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore. Rizzi minimizza: «Libere scelte – spiega – di chi non è più in linea con il movimento e mette davanti alle esigenze del partito presunte priorità personali, inaccettabili per qualsiasi movimento politico». Bongini a questo punto resta nella giunta Mucci a titolo personale, con l’Alberto da Giussano che, ne siamo certi, resterà appuntato sulla sua giacca, comunque stiano le cose con i vertici del partito.
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