Sviluppo locale, un premio internazionale con un tocco varesino

Il concorso è stato lanciato con la collaborazione della facoltà di economia dell'Insubria. Tra la giuria docenti che hanno e che hanno avuto a che fare con l'ateneo di Varese

C’è anche un po’ di Varese nel concorso internazionale che l’Agenzia di sviluppo integrato di Caltagirone ha promosso per premiare ricerche ed iniziative di successo nella promozione dello sviluppo locale che si sono particolarmente distinte a scala internazionale.

Il premio infatti è stato lanciato con la collaborazione del CRIEL (Centro di Ricerche sull’Internazionalizzazione delle Economie Locali) dell’Università dell’Insubria e la commissione per la selezione dei vincitori è composta da un gruppo di docenti che hanno e hanno avuto a che fare con la facoltà di economia dell’ateneo varesino: oltre a Gioacchino Garofoli, ordinario di economia regionale dell’Insubria selezioneranno i vincitori due studiosi stranieri che da tempo sono vicini alla facoltà di economia di Varese. Sia Antonio Vazquez Barquero (professore dell’Universidad Autonoma de Madrid) che Denis Maillat (professore Università de Neûchatel) sono infatti stati “visiting professor” dell’ateneo e sono membri del Consorzio rete del dottorato Europeo in Economia della Produzione e dello Sviluppo.

Scopo del bando è stato quello di promuovere l’attenzione degli studiosi, dei giovani ricercatori, delle Amministrazioni Pubbliche, degli attori pubblici e privati interessati all’utilizzo degli strumenti delle politiche di sviluppo locale e all’analisi dei processi di sviluppo economico locale, implementando le capacità di diagnosi e di comparazione internazionale per favorire la progettualità di adeguate strategie di sviluppo locale.


Sono stati, a tal fine, promossi tre premi internazionali, in particolare:

1. premio al miglior libro sullo sviluppo locale pubblicato negli ultimi tre anni o alla carriera di uno studioso che ha portato risultati rilevanti con il suo lavoro per la individuazione di modelli di sviluppo, nella interpretazione delle tendenze dello sviluppo territoriale, per la promozione di idee progettuali che hanno determinato un avanzamento nelle strategie di sviluppo economico locale;

2. premio alla tesi di dottorato di ricerca che si è particolarmente distinta in termini di innovatività nella metodologia utilizzata e nell’interpretazione di nuovi casi interessanti di sviluppo locale con rilevanti implicazioni per le opportunità di strategie perseguibili dagli attori dello sviluppo;

3. premio al territorio che si è particolarmente distinto con azioni innovative che hanno consentito la trasformazione economica e sociale, consentendo l’uscita da situazioni di arretratezza relativa o di prolungato declino e ristagno economico. 

Sono state presentate quasi 60 candidature per le tre sezioni del Premio, provenienti da paesi molto diversi e lontani (dal Canada al Cile, dal Marocco e Israele al Vietnam), oltre ovviamente alle candidature provenienti dai paesi europei. Tra di esse, 25 sono state le candidature di libri o studiosi e 20 circa le candidature dei territori.

Tra gli studiosi candidati si possono ricordare Walter Sthör (Economics University Wien), uno di primi studiosi dello sviluppo “bottom-up”, Claude Courlet (Université Pierre Mendès France-Grenoble) (lo studioso che ha introdotto il concetto di distretto industriale e di sistema produttivo locale in Francia), Maria Teresa Costa (Universitat de Barcelona) (che ha effettuato le prime ricerche sui distretti industriali in Spagna), José Reis (Universidade de Coimbra-P) (che ha pubblicato il primo libro sui sistemi produttivi locali in Portogallo), Andrés Rodriguez-Pose (London School of Economics and Political Science) (uno dei più brillanti giovani studiosi a livello internazionale), l’uruguaiano José Arocena e il cileno Sergio Boisier (che per primi hanno introdotto il tema dello sviluppo locale in America Latina).

Tra le aree vanno ricordate le candidature dei seguenti territori: le quattro aree del programma SEBRAE-IADB a sostegno dei sistemi produttivi locali in Brasile, Rafaela e Rosario (Argentina), Guadalajara e Merida (Messico), Porto Alegre (BR), Cuchumatanes (provincia di Huehuetenango in Guatemala), Elche (Spagna), Beziers e Cluses (Francia).

Elche e Cluses sono aree organizzate con un modello di distretto industriale e con interessanti azioni collettive in risposta a problemi comuni alle imprese. Cluses è stata, assieme, a Beziers, tra le prime aree a consorziarsi per l’organizzazione del Club dei distretti industriali in Francia. Particolarmente interessanti, anche per l’entusiasmo manifestato dalle organizzazioni pubbliche e private coinvolte nei progetti di sviluppo locale, sono i casi delle aree in America Latina. Saranno brevemente descritti alcuni significativi casi che sono particolarmente utili per comprendere come il processo di sviluppo locale non sia facile ma neppure impossibile.

Il progetto del Sebrae (Agenzia di sostegno delle PMI in Brasile) che ha lanciato interventi di  sviluppo locale e di “upgrading” delle PMI in quattro aree del paese (Nova Friburgo, Paragominas, Campina Grande, Tobias Barreto – le ultime tre in regioni arretrate del Nord Est del paese -) è forse uno dei più conosciuti in Italia, perché nel progetto di cooperazione internazionale, oltre allo IADB (Inter-American Development Bank) è stata coinvolta la cooperazione decentrata italiana (con coinvolgimento di alcuni distretti italiani e delle Regioni Lombardia e Marche).

Il caso di Rafaela è uno dei più studiati e citati (spesso come “distretto industriale”) nella letteratura latino-americana. Rafaela è una piccola città di immigrazione italiana, con un sistema produttivo legato alla manifatturiera (rilevante il settore meccanico, specie delle macchine agricole). E’ particolarmente interessante l’avvio di un esteso partenariato per lo sviluppo, con l’introduzione di una strategia di pianificazione strategica..

A Guadalajara (e nella regione di Jalisco) si è formato un interessante cluster di imprese del settore elettronico attorno alla presenza di alcune grandi imprese multinazionali (IBM. HP, Motorola, Siemens) che hanno consentito il formarsi di una rete intensa di relazioni con subfornitori a livello locale, consentendo la formazione di nuove imprese e attraendo la localizzazione di imprese esterne, comprese piccole multinazionali (con un totale di 300 imprese fornitrici).

Ciò ha determinato, anche grazie all’azione di sostegno dello stato regionale, il lancio di progetti sequenziali che hanno puntato alla produzione di nuove conoscenze e competenze professionali (attraverso la costituzione di istituzioni intermedie di raccordo e coordinamento tra formazione e ricerca e mondo delle imprese) che hanno consentito alle imprese locali di allontanarsi progressivamente da una competizione basata sui bassi costi di produzione (e del lavoro in particolare) e di indirizzarsi sempre più verso la produzione innovativa e di qualità.

Cuchumatanes è un’area di popolazione maya, che ha affrontato enormi problemi nel periodo della guerra civile e negli anni successivi per organizzare la pacificazione. Rappresenta un caso particolarmente interessante di riorganizzazione “dal basso” con attività di tipo cooperativo e consortile e con grande partecipazione della società locale. Sono stati introdotti progetti rilevanti di riorganizzazione e razionalizzazione produttiva a partire dal settore agricolo e dalla produzione agro-alimentare (riqualificazione dei prodotti tipici locali – cfr. caffè organico – e capacità di “difendere” e promuovere la produzione tipica locale). Numerosi sono stati i progetti di formazione e di costruzione di capacità imprenditoriali e manageriali per affrontare, alla scala del sistema locale, i problemi dei piccoli agricoltori. Il caso dell’area di Cuchumatanes rappresenta un caso particolarmente interessante di un sistema di progetti coordinati e accompagnati dalla cooperazione internazionale (World Food Programme, OPEP Development Fund e governo olandese) con il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e locali.

I premi delle tre sezioni saranno consegnati a Caltagirone durante le “Giornate internazionali sullo sviluppo locale” che avranno luogo il 23 e 24 novembre 

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Pubblicato il 19 Novembre 2007
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