Patrimoniale, i dipendenti del Comune esigono garanzie
Irritati per non essere stati coinvolti per tempo, i rappresentanti sindacali non esitano a far tintinnare le sciabole: si teme un'"esternalizzazione" senza regole
La nuova società patrimoniale di cui si è avviato l’iter in consiglio comunale pochi giorni or sono mette subito sul piede di guerra il personale di Palazzo Gilardoni. Già confrontate con una situazione di cronica insufficienza di organico dopo i brutali "tagli" della gestione leghista, e con alcune questioni economiche aperte – ad esempio sapere a quanto ammonta il fondo di produttività per il 2007 – le rappresentanze sindacali hanno tenuto nella mattinata di venerdì una conferenza stampa. Al centro, le preoccupazioni dei dipendenti comunali per le modalità di quella che viebne vista in prospettiva come un’esternalizzazione – anche se chi la propone nega con forza che questo termine sia applicabile. Si tratta comunque della cessione di tutta una serie di servizi, oltre che della gestione del patrimonio, con il relativo personale, ad una società, una srl (Ba Global Services il nome, per ora), formalmente di diritto privato ma vincolata nel modo più stretti agli indirizzi e al controllo del consiglio comunale.
Del progetto i lavoratori sono stati messi a parte solo tramite la stampa, tramite qualche consigliere comunale o assistendo direttamente all’ultima seduta del consiglio. Il metodo non è piaciuto. «Farioli aveva promesso che in caso di esternalizzazioni o simili saremmo stati debitamente informati e coinvolti per tempo» osserva Fiorella Barbante, rappresentante nella Rsu per la Cgil. «Può essere che ci preoccupiamo troppo, e spero che sia così: ma i problemi sul tappeto sono ancora tanti. All’amministrazione chiederemo quante asunzioni pensano di poter fare, quanti precari si potranno stabilizzare anche nel 2008 (dopo quelli "sistemati" di recente) e soprattutto quali servizi di preciso il Comune passerà alla patrimoniale».
Va giù duro Fausto Sartorato di SdL-Intercategoriale, che con Fabio Agatea di Al Cobas e Angiolino Liguori di Csa-Fadel ha esposto alla stampa locale i termini della questione. «Il Comune con una mano stabilizza i precari, con l’altra esternalizza» commenta acido. «Il mio sindacato è ideologicamente contrarioa questo tipo di operazioni: ciò non vuol dire che non se ne possa parlare, ma solo e soltanto nel contesto di garanzie precise. Che al momento non vediamo». Non finisce qui: anche l’affidamento della gestione del nido Speranza affidata a una cooperativa è giudicata «vergognosa» dal rappresentante di SdL, più che per la scelta in sè, per la scusa che sarebbe stata addotta per giustificarla: il rischio di una nuova ondata di precarizzazione… «Che è fenomeno onnipresente nel mondo delle cooperative, è ridicolo dire certe cose» aggiunge spietato il sindacalista. Morale: il clima torna caldo in Comune, e a gennaio si prevde un’assemblea plenaria dei dipendenti sul tema della patrimoniale, con il rischio di uno sciopero se l’amministrazione non provvederà a confrontarsi di persona con le Rsu. Resta caldissimo anche il fronte vigili, che Sartorato ben conosce: «sembra che abbiano appena deliberato un paio di assunzioni, dando seguito alla graduatoria emersa da un concorso dell’ottobre 2005… Ma non cambia molto,da quia d agosto altri due colleghi andranno in pensione». E si parla già di scioperare il giorno della Giöbia.
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