Addio alle alberature di via Marco Polo e via Valle Olona
Gli alberi sarebbero in cattive condizioni; nuove essenze saranno piantumate in autunno
Come già preannunciato nel corso della commissione consiliare Ambiente e Territorio del 12 febbraio scorso, nei mesi di febbraio e marzo si procederà agli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle robinie delle vie Marco Polo e Valle Olona e degli olmi degli ultimi tratti dei viali Stelvio e Borri. Su gran parte di queste alberature (334 robinie e 151 olmi siberiani) nei mesi scorsi sono state effettuate approfondite analisi strumentali e visive che hanno evidenziato come molte di esse mostrino gravi problematiche (compromissione meccanica dei tessuti legnosi a tutti i livelli, a seguito anche di patologie fungine degenerative che rischiano di determinare sbrancamenti e schianti) e come buona parte delle altre si trovi in uno stato fitosanitario mediocre. Oltre alla pericolosità della situazione, si è rilevata anche la scarsa funzionalità paesaggistica: si è dunque optato per una sostituzione completa delle alberature. Un intervento che non deve essere visto come la perdita di un patrimonio, ma piuttosto come un rinnovamento del patrimonio stesso e come un miglioramento paesaggistico che si apprezzerà soprattutto fra qualche anno. La compromissione dello stato di queste piante è dovuta a numerosi fattori: purtroppo la vita delle piante in ambiente urbano subisce continui attacchi; gli alberi vengono danneggiati dagli urti delle automobili e addirittura utilizzati come sostegno per cartelli. Soffrono soprattutto a causa dell’espansione edilizia, che lascia loro poco spazio per sviluppare in modo armonico e naturale la chioma e le radici: va anche aggiunto che la qualità dell’aria è peggiorata e che spesso, soprattutto in passato, le potature sono state fatte in modo indiscriminato. Per le nuove piantumazioni si dovrà aspettare la stagione fredda (ottobre – novembre 2008), periodo in cui lo stress per le piante risulta minore.
La scelta delle nuove alberature sarà fatta soprattutto considerando lo sviluppo che queste avranno in età matura: si opterà per piante dalla chioma più contenuta, che non vuole dire piante "più piccole" o meno "importanti", ma semplicemente alberature dal portamento fastigiato, più adatte in queste condizioni a quelle con portamento espanso (erroneamente ritenute di maggior pregio ed importanza, e da utilizzare sicuramente con maggior successo in spazi aperti come i parchi, dove le piante possono raggiungere tutta la loro imponenza senza doversi scontrare in modo prepotente con l’ambiente urbano). Saranno inoltre preferite piante rustiche ed autoctone, recuperando il più possibile il nostro patrimonio arboreo (olmi e robinie non sono essenze autoctone), ma anche piante con una valenza "scenografica", con fioriture importanti o colorazioni particolari del fogliame, di solito intense durante il periodo autunnale, come per esempio soggetti della specie Quercus robur "Fastigiata", Quercus palustris, Tilia cordata "Greenspire" o Aceri.
Le nuove essenze saranno comunque scelte tra alcune proposte che saranno presentate e discusse in una opportuna commissione Ambiente e Territorio.
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