Di “gioco d’azzardo” ci si può ammalare. Ma si può guarire

In dieci mesi di attività sono state 46 le richieste di aiuto pervenute allo sportello Gioco d'azzardo aperto in via Maspero 20

Quarantasei richieste di aiuto. È il bilancio dell’attività di 10 mesi dello sportello Gioco d’Azzardo problematico aperto in via Maspero 20, presso la sede del CVV, dall’Associazione AND – Azzardo e Nuove Dipendenze in collaborazione con il Comune di Varese.
Da anni attiva sul territorio, l’associazione fornisce supporto e consulenze a giocatori o loro famigliari, per gestire un disagio che ha origini patologiche. Presso lo sportello si possono trovare professionalità adeguate per dare aiuto e orientare nell’accesso mirato ai servizi speciali di cura e legali. 

Allo sportello anche gli Operatori Sociali Comunali e del Privato Sociale del Distretto di Varese possono avere consulenze telefoniche per indirizzare al meglio i loro utenti con questo problema.

Lo sportello copre una popolazione di circa 120.000 abitanti, e quindi una percentuale di giocatori d’azzardo patologici stimabile intorno all’1%, che corrisponde a circa 1.200 persone.

Come dicevamo, nelle 75 ore di attività sono arrivate allo sportello 46 richieste, sia di operatori dei Servizi, sia di familiari di giocatori, sia di giocatori stessi.  La maggior parte di queste chiamate si sono poi concretizzate in colloqui presso lo Sportello, che è stato particolarmente apprezzato da chi ne ha usufruito, specialmente dai familiari dei giocatori d’azzardo eccessivi, in quanto luogo discreto e neutro, oltre che facile da raggiungere.
Gli esiti di queste richieste sono sfociati in consulenze telefoniche, accompagnamento ai servizi di cura specialistici, consulenza legale.
Lo sportello è stato in grado di intercettare un buon numero di domande rispetto alle ore disponibili, e contemporaneamente di seguire le situazioni nel tempo, diventando un punto di riferimento in particolare per i familiari dei giocatori (che sono stati sostenuti nell’accostarsi ai Servizi di cura e legali).

Proprio alla luce di questi incoraggianti risultati il Comune di Varese ha finanziato l’apertura anche per l’anno 2008: l’attività proseguirà nella stessa sede a cadenza settimanale, con l’augurio che sempre più familiari e giocatori riescano a superare quella timidezza o vergogna che sin’ora li ha trattenuti dal chiedere aiuto.
La psicologa psicoterapeuta dott.ssa Roberta Smaniotto con formazione specifica sul tema, li accoglierà allo sportello, continuando ad offrire consulenze gratuite previo appuntamento telefonico. Sarà inoltre possibile, sempre su appuntamento, poter ancora usufruire di una consulenza legale con l’Avv. Sara A. De Micco, anche lei formata specificamente in materia .
Non restate soli con questo problema: per maggiori informazioni o per prendere un appuntamento telefonate al numero 339 – 3674668. Essere aiutati è possibile, e lo sportello può essere il punto di partenza.

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Pubblicato il 04 Febbraio 2008
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